Page 206 - Rassegna 2019-3
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TRIBUNA DI STORIA MILITARE




































              Celebrazione della “Virgo Fidelis” e Anniversario della battaglia di Culqualber
                                  (Legione Allievi Carabinieri - Roma, 1959)
                  Gli altri Corpi hanno invece per Patrono un arcangelo o un santo (per
             esempio: santa Barbara per Artiglieria, Genio, Marina e Vigili del Fuoco, san
             Gabriele per le Trasmissioni, san Martino per la Fanteria, san Matteo per la
             Guardia di Finanza, san Maurizio per gli Alpini, san Michele per Paracadutisti
             e Poliziotti...).
                  La  scelta  del  titolo  mariano  “Virgo  Fidelis”  era  ovviamente  connessa
             all’iscrizione «Nei secoli fedele», ideata nel 1914 dal capitano Cenisio Fusi per
             la medaglia commemorativa del primo centenario dall’istituzione del Corpo
             dei Reali Carabinieri, disposta da Vittorio Emanuele I di Savoia con le Regie
             Patenti del 13 luglio 1814, con compiti sia civili (ordine pubblico e polizia giu-
             diziaria) sia militari (difesa della Patria e polizia militare).
                  Il 10 novembre 1933, re Vittorio Emanuele III lo confermò come motto
             araldico, in applicazione della legge 24 marzo 1932, n. 293 che definiva i motti
             araldici per l’Esercito, del quale all’epoca i Carabinieri erano la prima Arma. Di
             conseguenza, la frase è riportata anche nello stemma istituzionale, su una lista
             svolazzante di colore azzurro posta sotto lo scudo. Parole che opportunamen-
             te richiamano la promessa divina: «Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona
             della vita» (Apocalisse 2,10).


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