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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Celebrazione della “Virgo Fidelis” e Anniversario della battaglia di Culqualber
(Legione Allievi Carabinieri - Roma, 1959)
Gli altri Corpi hanno invece per Patrono un arcangelo o un santo (per
esempio: santa Barbara per Artiglieria, Genio, Marina e Vigili del Fuoco, san
Gabriele per le Trasmissioni, san Martino per la Fanteria, san Matteo per la
Guardia di Finanza, san Maurizio per gli Alpini, san Michele per Paracadutisti
e Poliziotti...).
La scelta del titolo mariano “Virgo Fidelis” era ovviamente connessa
all’iscrizione «Nei secoli fedele», ideata nel 1914 dal capitano Cenisio Fusi per
la medaglia commemorativa del primo centenario dall’istituzione del Corpo
dei Reali Carabinieri, disposta da Vittorio Emanuele I di Savoia con le Regie
Patenti del 13 luglio 1814, con compiti sia civili (ordine pubblico e polizia giu-
diziaria) sia militari (difesa della Patria e polizia militare).
Il 10 novembre 1933, re Vittorio Emanuele III lo confermò come motto
araldico, in applicazione della legge 24 marzo 1932, n. 293 che definiva i motti
araldici per l’Esercito, del quale all’epoca i Carabinieri erano la prima Arma. Di
conseguenza, la frase è riportata anche nello stemma istituzionale, su una lista
svolazzante di colore azzurro posta sotto lo scudo. Parole che opportunamen-
te richiamano la promessa divina: «Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona
della vita» (Apocalisse 2,10).
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