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SCENARIO INTERNAZIONALE
anche se va detto che la maggior parte non vive più nei campi, vi sono
ormai tre generazioni che vivono in condizioni di indigenza, specialmente in
libano.
alla luce dei recenti avvenimenti, si sta diffondendo la consapevolezza che
l’auspicata soluzione “due popoli, due stati” stia diventando sempre più inat-
tuabile, non solo per la posizione della destra israeliana ultraortodossa, ma
anche a causa della stessa dirigenza palestinese, la cui intransigenza e costante
rifiuto di stringere un accordo ha portato al totale arresto dei negoziati.
tra divisione, miseria e indifferenza muore quindi la questione palestinese
come questione politica, assumendo sempre di più il carattere di drammatica
emergenza umanitaria. solo per ricostruire le abitazioni distrutte con
l’operazione “Protective edge”, con la quantità di materiale che Israele per-
mette di far affluire a gaza, è stato calcolato che ci vorrebbero se ttantasei
anni.
ma forse non tutto è perduto. nella storica stretta di mano tra rabin e
arafat a oslo nel 1993, qualcuno comprese che la tolleranza, la coesistenza,
l’unione nella diversità sono un’alternativa possibile alla violenza, all’odio, all’in-
comprensione.
Per questo è indispensabile che la comunità internazionale continui ad
operare per il raggiungimento della Pace tra due popoli così diversi, si scriva
salam o si legga shalom.
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