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VITA DELLA SCUOLA



               le conferenze si sono svolte a Roma (24-27 ottobre 2016), Bucarest (27 febbraio –
               2 marzo 2017), Amsterdam (15-18 maggio 2017) e, infine, nuovamente a Roma,
               presso la Scuola Ufficiali Carabinieri, il 7-10 novembre 2017.
                    Nel breve arco temporale di un anno, mediante la fusione dei risultati fina-
               li ottenuti nelle 3 aree del progetto di CD, è stato possibile finalizzare il “NATO
               Stability Policing Concept”, che definisce natura, caratteristiche, attori, capacità e
               limiti funzionali dello SP. Il documento finale è stato presentato nel corso del
               workshop e della conferenza conclusivi tenuti alla Scuola Ufficiali. I due eventi
               hanno avuto più di una finalità: di consolidare ulteriormente la specifica comu-
               nità d’interessi che ha iniziato a costituirsi, per coagulazione, nel corso del pro-
               getto; di illustrare, anticipandoli, i contenuti armonizzati del documento, cono-
               sciuti nella loro interezza solo da ACT; di dare visibilità internazionale, in un’au-
               torevole  cornice istituzionale, al “NATO Stability Policing Concept”, che costitui-
               sce una realizzazione cruciale per l’Alleanza ottenuta, di fatto, grazie alla dedi-
               zione dell’Arma.
                    Il documento finale sarà posto, quindi, all’esame del Military Committee e
               dei Paesi Membri. Questi ultimi potranno presentare i propri commenti, che
               potrebbero influire sulla redazione finale, prima dell’approvazione da parte del
               Military Committee. Contestualmente, nel 2018, inizierà la fase di esperimento del
               Concetto. Il processo di CD&E, quindi, non è ancora concluso ed è ancora sub
               judice.


               I contenuti attuali del NATO Stability Policing Concept


                    Il Concept finalizzato durante il progetto non rinuncia all’esperienza matu-
               rata con MSU ma la fa propria e la valorizza con contenuti innovativi e di estre-
               mo interesse per l’approccio multidimensionale dell’Alleanza alla gestione delle
               crisi (il c.d. comprehensive approach ).
                                              (12)
                    Quest’ultimo ipotizza un futuro ambiente operativo complesso e caotico
               e uno scenario globalmente “caratterizzato da incertezza, multilateralismo e forte com-
               plessità, (che) può e potrà condurre ad una sovrapposizione e ad una potenziale commistione
               delle funzioni tradizionalmente ripartite tra civili e militari nel corso di una campagna dise-

               (12) - Sul comprehensive approach si veda https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_51633.htm
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