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STABILITY POLICING, A TOOL TO PROJECT STABILITY


             cazione corrente, in attesa di potere consolidare la nuova capacità di SP, sostenuta
             dal Concept, agganciandola al nuovo ciclo di pianificazione quadriennale.
                  A margine della conferenza conclusiva di Roma, il NATO SP COE ha
             pubblicamente consegnato a ACT (che ne è divenuto il committente a iniziativa avvia-
             ta) un Joint Analysis Report che racchiude i risultati di un’ampia ricerca condotta
             d’iniziativa,  contestualmente  allo  sviluppo  del  Concept,  dalla  Branca  Lessons
             Learned del Centro sul “quanto”, sul “come” e “con quali risultati”, lo strumen-
             to dello Stability Policing sia stato utilizzato nella pianificazione e nella condotta
             delle  campagne  passate  e  correnti  della  NATO.  I  contenuti  principali  del
             Rapporto di analisi (che ha interessato decine di interlocutori istituzionali internazionali
             ed è il primo del genere in ambito NATO), condensati in numerose osservazioni
             dalle quali scaturiscono raccomandazioni per l’Alleanza, anticipa molti conte-
             nuti del Concept ed è finalizzato a sostenerne l’approvazione.


             Conclusioni


                  Il Concept dell’Alleanza per lo Stability Policing, così come sarà presentato
             agli Stati Membri, introduce lo SP a pieno titolo nelle operazioni della NATO
             e, nel creare l’esigenza di disporre di questo strumento, fornisce anche l’indica-
             zione di come soddisfarla: mediante la sua inclusione nell’NDPP e la creazione
             di  una  specifica  capacità  che  abbia  puntuale  riscontro  ordinativo  autonomo
             nella NCS e la NFS (come, ad esempio, ha già effettuato NRDC- ITA, con la creazione
             di una Sezione SP nello staff, distinta dal Provost Marshall).
                  Si tratta di un Concept innovativo che riconosce la natura civile-militare
             della futura capacità di SP ma la pone chiaramente nella catena di comando e
             controllo militare e, pur indicando le forze di Gendarmeria (che chiama più volte
             Carabinieri-type forces) come le organizzazioni su cui essa si incentra, non esclude
             altri contributi militari o civili, e ne dichiara anche la caratteristica interforze.
             Sono state poste, quindi, tutte le premesse per uno sviluppo complessivo e inte-
             grato del settore dello SP, di cui l’Arma è leader indiscusso.
                  Mi si consenta, a conclusione, una digressione del tutto personale. In miei
             precedenti scritti ma, in particolare, in un intervento tenuto nel contesto di un
             seminario internazionale sulle MSU svoltosi alla Scuola Ufficiali Carabinieri il

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