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IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO ITALIANO TRA COMMERCI ILLEGALI
E RESTITUZIONI INTERNAZIONALI
bretagna; da qui, mediante una imponente rete di case d’aste, i beni raggiungo-
no ogni parte del mondo. un nuovo e semplice canale di commercializzazione
di beni culturali (soprattutto di beni numismatici di natura archeologica) è rap-
presentato dalla compravendita attraverso i siti Internet dedicati .
(26)
la prima cosa da rilevare è che questa e-commerce permette di raggiungere
sempre nuova clientela, suscitando interesse per l’antichità anche tra coloro che
non hanno mai avuto a che fare con l’archeologia, favorendo così una più age-
vole risposta tra domanda e offerta in un mercato globale in cui i soggetti attivi
sono quasi sempre rappresentati da privati. la boston university, nel mese di
marzo del 2000, ha condotto una ricerca riguardante il monitoraggio del prin-
cipale sito Internet per le vendite all’asta, e-bay: in una settimana sono stati
messi all’asta 4.335 oggetti di antiquariato. a conti fatti i pezzi di antiquariato
messi all’asta nel corso di un anno si aggirerebbero intorno ai 250.000 oggetti,
di cui, sempre secondo lo studio, il 73% riguarderebbe monete antiche mentre
il 24% reperti archeologici greci e romani. I risultati della ricerca hanno inoltre
evidenziato che la maggior parte dei venditori che utilizza e-bay per la commer-
cializzazione di oggetti d’arte antica è costituita da mercanti d’arte i quali si ser-
virebbero del canale principalmente per la vendita di oggetti a basso costo .
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nel 2016 il comando carabinieri tutela patrimonio culturale, alla guida
del gen. b. Fabrizio parrulli, monitorando capillarmente le piattaforme e-com-
merce, è riuscito a localizzare e porre sotto sequestro 2.653 beni culturali .
(28)
proprietà dei beni culturali, il consiglio federale svizzero e il governo della repubblica
Italiana hanno stipulato un accordo sull’importazione e il rimpatrio di beni culturali.
l’obiettivo è quello di disciplinare l’importazione, il transito e il rimpatrio di beni culturali tra
le parti contraenti e trova applicazione per specifiche categorie di beni archeologici (in pietra,
metallo, ceramica, vetro, osso, legno, cuoio, tessuto e pittura). la durata prevista sarà di 5
anni e sarà rinnovabile tacitamente ogni volta per altri 5 anni.
(26) - Il comando carabinieri tutela patrimonio culturale, tra il 2008 e il 2009, nell’ambito di
un’indagine denominata “archeoweb”, volta a reprimere il fenomeno della vendita illegale di
reperti archeologici attraverso piattaforme informatiche, ha recuperato circa 13.000 reperti
archeologici (in prevalenza di natura numismatica), deferendo all’autorità giudiziaria cin-
quanta persone in ambito nazionale.
(27)- J. elia rIcarDo, Attuali sviluppi nella valutazione del possesso di beni culturali negli Stati Uniti, in
BOLLETTINO DI NUMISMATICA. La circolazione illecita delle opere d’arte - Principio della buna fede, atti
del 6° convegno Internazionale, roma, 12-16 giugno 2000. pagg. 49-50.
(28) - Dati comando cc tpc - attività operativa anno 2016.
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