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IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO ITALIANO TRA COMMERCI ILLEGALI
E RESTITUZIONI INTERNAZIONALI
paesi coinvolti nel traffico illecito di opere d’arte:
- quelli depredati (o esportatori) quali l’Italia, la grecia, l’egitto, la
turchia, l’america latina, l’asia, l’africa;
- quelli riforniti (o importatori) quali gli stati uniti, la gran bretagna, la
svizzera, i paesi dell’europa settentrionale.
e’ significativo come questi due blocchi si distinguano anche per la legi-
slazione in materia di beni culturali: più rigida quella dei paesi “esportatori”,
labile, soprattutto fino al decennio passato, quella dei paesi “importatori”.
Vediamo ora cosa accade nel nostro paese.
la criminalità nel settore dei beni culturali si è evoluta; le organizzazioni
sono costituite da veri e propri gruppi di “addetti” che lavorando in sinergia
portano a compimento l’illecito commercio di beni artistici.
le principali figure dedite a quest’attività possono essere ricondotte ai
ladri (tombaroli nel caso di trafugamento da siti archeologici), ricettatori, rici-
clatori e trafficanti. I furti sono generalmente commissionati da commercianti
esperti del mercato ufficiale di settore.
ma cosa capita ai beni culturali una volta finiti nelle mani della criminali-
tà?
alla base di tutto c’è la necessità, come abbiamo accennato poc’anzi, di
“ripulire” il bene al fine di reintrodurlo nel mercato nel modo più agevole e
meno pericoloso possibile.
per giungere a ciò i beni vengono irrimediabilmente modificati, allo scopo
di renderli irriconoscibili o difficilmente identificabili:
- ai mobili vengono sostituite delle parti quali i piedi le maniglie le intar-
siature;
- i dipinti vengono alterati nei particolari, oppure, nella peggiore delle
ipotesi, sezionati (questo capita soprattutto ai dittici, trittici e polittici), al fine di
essere irriconoscibili e allo stesso tempo di ricavarne più opere da immettere sul
mercato .
(23)
(23) - molto spesso i dipinti di particolare interesse artistico vengono ridipinti mediante una tecni-
ca che permetta di non danneggiare l’opera sottostante e quindi di poter, all’occorrenza,
asportare con facilità il colore soprastante. gli affreschi, invece, spesso vengono ricoperti
con un velo di gesso e fatti passare come pannelli usati nell’edilizia.
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