Page 252 - Rassegna 2-2016
P. 252

LIBRI

       dali in vasca anche in sede di trasporto?
3.2 Lo “scarico” come deroga alla disciplina generale dei “rifiuti liquidi”
3.3 Un riassunto schematico del confine tra le due discipline...
3.4 La differenza tra uno “scarico” illecito non autorizzato ed uno smaltimento di rifiuti liquidi illecito

       mascherato
§ 4. Il deposito temporaneo dei rifiuti
4.1 Una deroga al sistema di gestione dei rifiuti
4.2 Il divieto assoluto di realizzare il deposito temporaneo in area diversa fuori dal luogo di produzione
4.3 Il deposito temporaneo dopo le modifiche apportate dalla legge 6 agosto 2015 n. 125
4.4 La verifica del deposito temporaneo
4.5 Le due ipotesi del deposito temporaneo: cumulative o alternative?
4.6 Quali sono le sanzioni per il deposito temporaneo irregolare?
§ 5 L’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti: il sistema sanzionatorio base. Le ordinanze comunali

       per la rimozione dei rifiuti
5.1 Il divieto stabilito dall’art. 192 e le sanzioni previste dagli artt. 255 e 256
5.2 Il divieto cli abbandono dei rifiuti di prodotti da fumo e dei rifiuti di piccolissime dimensioni
5.3 Le diverse sanzioni per il “privato” ed il titolare/responsabile di enti ed aziende
5.4 L’ordinanza del Comune per la rimozione dei rifiuti e la rimessione in pristino dello stato dei luoghi
5.5 La responsabilità concorrente del proprietario del terreno - L’ordinanza comunale a carico del proprie-

       tario dell’area terzo estraneo
5.6 Le ordinanze sindacali per “motivi di igiene” extra 0.Lgs. n. 152/06 a carico del proprietario “respon-

       sabile oggettivo”
5.7 Il Consiglio di Stato ed i TAR confermano: il Comune non può emettere l’ordinanza per la rimozione

       dei rifiuti a carico del proprietario del terreno incolpevole
5.8 Le conseguenze per gli organi di vigilanza: i verbali devono essere dettagliati e motivati anche sulle

       responsabilità soggettive (dolo o colpa) dell’eventuale proprietario dell’area terzo estraneo
5.9 La “culpa in vigilando” del terzo proprietario dell’area
5.10 Una nuova “interpretazione” relativa alla parte quarta del D.Lgs. n. 152/06: ma davvero esiste l’abban-

       dono controllato” di rifiuti?
5.11 Le confusioni interpretative tra gli “omonimi” deposito incontrollato, deposito temporaneo e deposito

       preliminare nonché con la procedura di bonifica
5.12 Una riflessione su principi giuridici da adeguare alla evoluzione dei crimini ambientali: abbandoni di

       amianto sbriciolato, danni irreparabili alla salute pubblica ed applicazione del dolo eventuale. Quali reati
       ipotizzabili?
§ 6. La realizzazione e gestione di discarica abusiva. La differenza con lo scarico occasionale
6.1 Il concetto di discarica abusiva anche alla luce del D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36
6.2 La differenza tra scarico occasionale e attività di realizzazione di discarica
6.3 Il sistema sanzionatorio per la discarica abusiva
§ 7. La gestione dei rifiuti “in nero”
7.1 La gestione “in nero” dei rifiuti produce lavoro in violazione delle norme sulla sicurezza e stilla salute
       dei “dipendenti” esposti in prima persona a forti rischi
7.2 La gestione “in nero” dei rifiuti è basata sul1a complicità dolosa di tutti: produttore, trasportatore, tito-
       lare del sito finale
§ 8. Gli “smaltimenti in bianco” e le “magie” per far scomparire i rifiuti e sostituirli con “materie prime” -
       Le false operazioni di recupero
8.1 Come far scomparire giuridicamente un rifiuto
8.2 I terreni usati come pattumiere per “recuperi” che mascherano pericolosi smaltimenti illegali di fanghi
       e liquami
8.3 Le teorie pretestuose sulle deregulation creano terreno fertile per lo sviluppo delle attività criminali

                                                                                         251
   247   248   249   250   251   252   253   254   255   256   257