Page 251 - Rassegna 2-2016
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INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI

                                                      PARTE TERzA
                                       I nuovi delitti ambientali inseriti nel codice penale

§ 1. Il testo di legge
§ 2. La struttura dei nuovi delitti ambientali
2.1 Una tardiva integrazione normativa
2.2 Il rapporto tra i nuovi delitti ambientali del codice penale, i reati già previgenti di settore ed i pregressi

       “reati satelliti”
2.3 Una “progressione gerarchica applicativa degli illeciti ambientali” divisa in tre fasce: “livello basso”,

       “livello medio”, “livello alto”
2.4 Art. 452-bis C.P. (Inquinamento ambientale)
2.5 La compromissione o il deterioramento “significativi e misurabili”
2.6 Altri aspetti del delitto di “inquinamento ambientale”
2.7 Art. 452-ter C.P. (Morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale)
2.8 Art. 452-quater C.P. (Disastro ambientale)
2.9 Il termine “abusivamente”
2.10 Il delitto di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività
2.11 Art. 452-septies (Impedimento del controllo)
2.12 Art. 452-terdecies (Omessa bonifica)
2.13 Il “ravvedimento operoso”
2.14 Il ripristino dello stato dei luoghi (art. 452-duodecies)
2.15 Le disposizioni sulla confisca
2.16 La responsabilità degli enti in conseguenza di un delitto ambientale

                                                       PARTE QUARTA
                               Spunti per procedure di controllo in tema di normativa sui rifiuti

§ 1. Lo schema della disciplina giuridica
§ 2. L’intervento della polizia giudiziaria in materia di gestione illecita di rifiuti
2.1 La necessità di una elevata professionalità conseguente alla puntuale conoscenza delle norme
2.2 La necessità di approfondire puntualmente gli accertamenti su fatti importanti per ricercare i collega-

       menti remoti
2.3.3 Un protocollo-base da seguire per gli accertamenti: in primo luogo la esatta individuazione della norma

       da applicare - Massima attenzione per le terminologie esatte
2.4 La verifica del “rifiuto” in senso formale: nulla da lasciare scontato o sottinteso
2.5 Il “rifiuto” formale è un concetto dinamico e non statico
2.6 L’identificazione del “rifiuto” come “pericoloso” o “non pericoloso”
2.7 Le deroghe alla normativa sui rifiuti dopo le modifiche apportate dal D.Lgs. n. 205/2010: i sottoprodotti

       e la cessazione della qualifica di rifiuto
2.8 Le materie oggetto di esclusione dalla normativa sui rifiuti: le errate interpretazioni sulla assolutezza

       della deroga
2.9 L’individuazione dell’esatta configurazione del sistema gestionale per percepire l’eventuale caratteristica

       dell’illecito
2.10 L’assicurazione delle fonti di prova
2.11 I sequestri - Il controllo su strada - Il “fermo amministrativo” del veicolo in transito
2.12 La esatta individuazione del responsabile
2.13 limolo degli operatori di polizia giudiziaria non “specializzati”
§ 3. Il confine tra “acque di scarico” e “rifiuti liquidi”: aspetto di estrema rilevanza in sede applicativa
3.1 Acque di scarico e rifiuti allo stato liquido: dov’è il confine? Quali norme si applicano ai liqua 1ni azien-

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