Page 78 - Quaderno 4-2016
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La parità non è stata raggiunta, ma le donne iniziano a lavorare più con maggior
frequenza e il denaro guadagnato non solo, determina indipendenza economica,
ma assume un ruolo simbolico nei rapporti di potere nel matrimonio156.
In questo modo, nonché nel momento in cui la donna riesce ad ottenere un
inserimento lavorativo, si passa dalla discriminazione alla violenza contro le
donne perché è come se adesso la situazione abbia subito un capovolgimento
incompleto: ossia, se da un alto le donne sono riuscite finalmente ad ottenere
dei “parziali” riconoscimenti in ambito extra domestico, riuscendo, in media, a
guadagnare quanto gli uomini, adesso tale sviluppo sembrerebbe ritorcersi
ancora una volta verso il sesso femminile. Infatti, ove l’asimmetria del titolo di
studio e del reddito percepito siano a sfavore del maschio, le forme di
aggressione e di violenza sembrano aumentare157. Nonostante le donne siano
definite “produttrici dell’organizzazione sociale” o “attrici della
ricomposizione”, esse si trovano ancora in una situazione di grande inferiorità,
sia rispetto alle difficoltà di trovare un lavoro direttamente proporzionato al
proprio livello d’istruzione, sia per ciò che attiene alla necessità di farsi
rispettare nell’ambiente domestico, che come abbiamo visto, apparteneva loro
fin dalle origini. Ovviamente, come abbiamo detto, a rendere incompleto il
percorso verso una parità di trattamento in ambito lavorativo tra uomo-donna
si è aggiunto anche la lentezza dei cambiamenti causati da uomini che si
oppongono con resistenza a un mutamento dei rapporti di dominio.
Quanto detto non fa altro che comportare un notevole divario tra le competenze
acquisite dalle donne e la rilevanza di questa presenza nel mercato del lavoro,
questo perché molte donne sono ancora caratterizzate da una cittadinanza debole
causa tali da un patriarcato che fa fatica a sradicarsi.
c. Le trasformazioni dell’intimità
“Alcuni hanno sostenuto che l’intimità può essere opprimente, e certamente lo è
156 A tal proposito ULRICH BECK, noto sociologo tedesco, ci dice che il lavoro rappresenta una svolta per
la donna in quanto le garantisce una sua indipendenza economica e un superamento dallo stato di
casalinga e moglie, ma dall’altro lato non favorisce una collaborazione domestica del partner.
157 CORRADI C. (a cura di ), I modelli sociali della violenza contro le donne, Franco Angeli Editore, Milano, 2008.
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