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Oltre ai non trascurabili problemi posti dal danno all’immagine della Pubblica Ammini-

            strazione, vi sono poi le molteplici peculiarità (e, conseguentemente, le numerose problemati-
            che) relative alle Forze Armate e alle Forze di Polizia.

                  Dato l’attuale e complesso assetto organizzativo e funzionale dell’amministrazione milita-

            re, senza giungere a giustificare comportamenti ingiustificabili e a coprire eventuali abusi, occor-

            re domandarsi se la specificità di tale tipo di organizzazione possa o meno essere tenuta in debi-
            ta considerazione dal giudice contabile.

                  Innanzitutto, come abbiamo avuto modo di osservare, l’approccio giuridico al mondo mi-

            litare, anche in materia di responsabilità amministrativa, dovrebbe tenere in considerazione che

            il militare è chiamato ad aderire ad un ruolo psico-sociale che si fonda su un universo di valori,
            molti dei quali fondati su basi emozionali. Spirito di corpo, mistica del capo, etica

            dell’obbedienza delineano una vera e propria identità culturale e, quindi, dei modelli di condotta

            esaltati dallo spirito di sacrificio e dalla simbologia di gruppo. Si pensi, ad esempio, al giuramen-
            to di fedeltà con cui si entra a far parte del mondo militare, considerato non un semplice giura-

            mento di sottomissione alle norme positive che regolano la pubblica amministrazione e la pro-

            fessione stessa, ma atto avente una valenza metagiuridica, poiché con il giuramento militare non

            si impone l’obbligo di prestazioni personali individuate, ma un modo di vivere.

                  Tener conto delle specificità dell’amministrazione militare non necessariamente deve si-
            gnificare riservare un trattamento di favor ai suoi componenti, viste la rilevanza e la considera-

            zione che la società civile attribuisce a quest’ultimi, simboli di abnegazione e di assoluta serietà

            professionale. Anzi, al contrario, si deve tenere ben presente la considerazione opposta, ossia
            che, proprio alla luce di tutte queste peculiarità, ove il soggetto agente sbagli, il suo comporta-

            mento debba essere giudicato in modo più rigoroso e negativo.

                  Riprendo, in conclusione, una domanda posta da una eminente studiosa di diritto ammi-

            nistrativo militare : è, quindi, configurabile un giudizio amministrativo-contabile sui generis? La
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            risposta è quasi certamente sì.
                  Infatti, innanzitutto, deve escludersi la possibilità di delineare una teoria unitaria che regga

            la disciplina della responsabilità amministrativa e contabile del militare, così come l’esistenza di

            principi che regolino, in modo derogatorio, tale materia. Ciò risulta senz’altro dalle fonti norma-
            tive emanate in materia, le quali, il più delle volte, non fanno che richiamare la normativa appli-

            cabile in via generale.



            187   RODRIGUEZ, Corte dei Conti e responsabilità del militare. Un giudizio amministrativo-contabile sui generis?, Jovene edito-
               re, Napoli, 2009.

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