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CAPITOLO 2 – TENDENZE DI OPINIONE SULL’EVASIONE FISCALE E AUTORICICLAGGIO 44
2.4. La responsabilità dei media nell’accrescimento della confusione in tema di de-
terminazione tributaristica della ricchezza
Tutte queste chiavi di lettura confuse e parziali, che in mancanza di meglio si auto-
producono nella pubblica opinione, sono inevitabilmente riprese dai mezzi di comu-
nicazione, che non riescono a fare di meglio che rilanciare la semplicistica spiega-
zione dell’evasione fiscale, come detto, in termini di onestà e disonestà, mettendo
in ombra quello che è il profilo tipico del diritto tributario, ovvero la diversa deter-
minabilità della ricchezza. In assenza di un intervento da parte degli studiosi che la
valorizzi, la determinazione della ricchezza finisce in secondo piano rispetto alle
semplicistiche spiegazioni in tema di onestà, disonestà o anche eccessività delle ali-
quote. Sul piano puramente mediatico della bontà e della cattiveria il grande eva-
sore diviene, in definitiva, un disonesto senza scusanti, un capro espiatorio ideale,
contro cui indirizzare la riprovazione di una pubblica opinione costretta a barcame-
narsi in una realtà diffusa di bassi stipendi e di difficoltà quotidiane. Questi diviene,
in sostanza, una legittimazione per la piccola evasione, da cui tuttavia, come noto,
vengono invece i grandi numeri del fenomeno. L’obiettivo dei media è in definitiva
intrattenere e interessare, non purtroppo formare, ed è per questo quindi che essi
si collegano ad eventi e storie necessarie soltanto a destare interesse, anche perché
le notizie interessanti in sé non sono una fonte quantitativamente adeguata ad ali-
mentare le innumerevoli testate giornalistico-televisive e di internet. Anche sull’eva-
sione fiscale la pubblica opinione è quindi intermediata dai media e dalla loro neces-
sità di interessare e fare sensazione, obiettivo cui il grande evasore, appunto, si pre-

