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CRONACHE DI IERI













            alzò e fatto qualche passo mentre noi stavamo per inseguirlo,  e dall’altra sponda di esso fabricato noi Papa, pregato la
            estrasse una rivoltella sparando un colpo contro di noi stesso,  famiglia Arcuioti Carmine, abbiamo acceduto nella casa
            senza però colpirci.                                    di esso ed ivi da un balcone, scavalcati un muro alto due
            Martino dopo la pazzia del salto che avrebbe potuto     metri circa, con sottostante un cortiletto alto dal suolo circa
            costargli la vita è ovviamente stordito e fatica ad estrarre  15 metri, con la pistola alla mano ci siamo portati sulla
            la sua rivoltella, restando in balìa del delinquente che  tettoia con agilità e ci slanciammo ad acciuffare lo scono-
            sta per ammazzarlo. Ma dall’alto interviene il Carabi-  sciuto il quale tentava darsela a gambe. Identificatolo era
            niere Natoli che spara contro Biancamano e questo fa    proprio il pericoloso latitante Biancamano Battista. Con-
            sì che l’uomo si dia alla fuga.                         temporaneamente accorso sulla tettoia anche il carabiniere
            L’azione di Martino ha dell’incredibile e lascia stupefatto  Tabella, lo abbiamo assicurato coi ferri e tradotto nella no-
            il Maresciallo Pedranghelu: notammo con grande mera-    stra camera di sicurezza.
            viglia come avesse potuto fare un simile salto senza prodursi  - Dove hai messo la pistola? – gli chiede Papa.
            nessun male. È stato coraggio o incoscienza? Certamente  - La mia vita prendetela, ma la pistola non posso indicarvi
            tra Martino e Biancamano è nata una specie di sfida al-  ove la tengo – risponde sprezzante.
            l’ultimo sangue. Scrive Pedranghelu: Il Biancamano vede  Adesso si può procedere e la Sezione d’Accusa rinvia al
            nella persona del bravo Appuntato un nemico acerrimo    giudizio della Corte d’Assise di Cosenza Battista Bian-
            perché questi, non badando a pericoli di sorta, si sacrifica  camano, suo fratello Oreste e Battista Forte con l’accusa
            continuamente per riuscire a catturarlo.                di tentato omicidio. Ma rinvia a giudizio anche Ubaldo
            Il perdurare di questa drammatica situazione consente   e Giovanni Biondi con l’accusa di minaccia con arma e
            di accelerare l’istituzione della caserma dei Carabinieri,  sparo d’arma in rissa. È il 12 novembre 1923.
            che  resta  sempre  il  movente  del  tentato  omicidio  di  Cinque mesi dopo la Corte d’Assise di Cosenza con-
            Giovanni Biondi.                                        danna  Battista  Biancamano  a  11  anni,  8  mesi  e  15
            È l’una di notte del 23 agosto 1923 quando i Carabinieri  giorni di reclusione; condanna anche Battista Forte a 2
            di Maierà stanno effettuando un servizio di perlustra-   anni e 6 mesi di reclusione e assolve Oreste Biancamano
            zione nell’abitato perché una voce amica ha detto che   e i fratelli Biondi.
            Biancamano quella notte dovrebbe essere a casa sua.     Ma non è finita. Processato anche per il mancato omi-
            Non lo trovano ma trovano evidenti tracce che fino a     cidio dell’Appuntato Martino, Biancamano si becca un
            qualche minuto prima era lì, così in seguito ad attive ed  altro anno di reclusione e viene recluso nel carcere man-
            incessanti ricerche ed appiattamenti, transitando per la via  damentale di Belvedere Marittimo, da dove riesce ad
            manca, si accorgono che sopra ad una tettoia alta dal suolo  evadere il 12 maggio 1924, ricominciando a terrorizzare
            circa otto metri, v’era un individuo appiattato.        il territorio. Un paio di settimane dopo i Carabinieri
            Il Brigadiere Giuseppe Papa, comandante la stazione,    sono sul punto di arrestarlo ma lui spara e riesce a scap-
            prende l’iniziativa: noi predetti militari abbiamo con scal-  pare. Ormai è braccato.
            trezza in men che non si dica, circoscritto il fabricato di  Il Brigadiere Papa e i suoi uomini il 10 luglio 1924
            diverse case meditando il modo come potere accedere sulla  stanno rastrellando il Monte Carpino quando, verso le
            tettoia, mentre l’individuo a noi ancora ignoto spiava le  4,00,  notano  che  sotto un grosso macigno posto in un
            nostre mosse spostandosi da un lato all’altro, cercando il  punto fuori mano ed inaccessibile, circondato da cespugli e
            modo di potersela svignare. Noi brigadiere Papa, organiz-  frasche, vi erano segni evidenti di permanenza di persone:
            zato il piano, stabilimmo rimanere da un lato del fabricato  pedate, bucce di frutta, pezzi di carta, nonché un rudi-
            da dove si presumeva scappare l’ignoto il carabiniere Tabella  mentale giaciglio composto di foglie ed erba secca che fece a



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO X  45
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