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A PROPOSITO DI...
La vera esplosione
dell’istituto del
regolato con criteri precisi e non soltanto concepito
per tempi di guerra. La vera esplosione dell’istituto del complemento
complemento si ebbe con la Grande Guerra. All’ingresso
dell’Italia nel conflitto, nel maggio 1915, le necessità si ebbe con la
furono smisurate. Il Decreto Luogotenenziale del 3
giugno 1915 sancì la nomina di numerosi sottotenenti
di complemento destinati a svariati reparti mobilitati Grande Guerra.
del Regio esercito. In quell’elenco figurano numerosi
militari già in posizione di servizio ausiliario quali Ra- All’ingresso
vazzano Giuseppe, Polinati Riccardo, Cavani Mario,
Magnani Luigi, Marconi Enrico, Levi Mario, De Nardi dell’Italia
Luigi, Gazzera Terenzio, Piangetti Righetto, Facchinotti
Giovanni Battista. Questi e altri venivano selezionati e
fatti transitare al ruolo di ufficiale per le peculiarità nel conflitto,
esperienziali possedute e destinati quindi: “per servizi
tecnici”, così come riportato. Alcuni erano ingegneri nel maggio 1915,
con formazione civile e dunque destinati al genio, altri
laureati in medicina e chirurgia come Faucello Salvatore,
Berti Antonio, Silvestrini Dino e Lepore Donato, solo le necessità furono
per citarne alcuni, che furono destinati al Corpo sanitario
e ancora medici veterinari indispensabili per la cura smisurate
degli animali al fronte, giuristi e amministratori, capaci
di gestire reparti complessi, giornalisti e professionisti
della comunicazione come i cineoperatori, chiamati a
contribuire alla propaganda e all’organizzazione del- tappa fondamentale nella storia del complemento. La
l’informazione bellica. La loro nomina, seppur si trattava norma nacque con l’obiettivo di consentire l’attribuzione
ancora di militari transitati e non di esperti provenienti del grado di ufficiale di complemento per meriti scientifici,
dalla vita civile, segnò un salto culturale: per la prima tecnici o professionali di carattere eccezionale, a coloro i
volta il mondo militare, per contingenti esigenze, si quali avessero dato contributi rilevanti al progresso del
apriva in modo sistematico a nuove competenze, rico- Paese e, di riflesso, alla sua capacità di difesa. Il provve-
noscendo che la guerra di massa non si poteva combattere dimento si collocava in un momento storico in cui si
con la sola disciplina militare, ma con il concorso di intendeva rinsaldare il legame tra il mondo della scienza
saperi specialistici. e della tecnica e l’organizzazione militare, riconoscendo
Il periodo interbellico, quello fascista degli anni ’20 e nell’innovazione un elemento imprescindibile della po-
’30, rafforzò questo approccio. Furono istituiti corsi per tenza nazionale. Telecomunicazioni, aeronautica, marina,
Allievi Ufficiali di Complemento, destinati a formare meccanizzazione dei trasporti, medicina applicata:
quadri temporanei capaci di assolvere numerose funzioni, settori civili che diventavano al tempo stesso risorse
appunto complementari. In questo contesto assunse militari. Il simbolo stesso della legge fu Guglielmo
grande rilievo il Regio Decreto 16 maggio 1932, n. Marconi, premio Nobel e padre della radio, al quale,
819, meglio noto come Legge Marconi, che segnò una già arruolato nella Regia Marina, gli venne conferita la
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