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PAGINE DI STORIA
personale ad un periodo di prova di quattro mesi, prima e Valona. Dalla prima dipendevano i gruppi (comandi
di ammetterlo in servizio. Prevalse anche in questo caso provinciali) di Tirana, Scutari, Durazzo, Elbasan, Pi-
un atteggiamento maggiormente comprensivo, costi- skopeja e Kukes, per un totale di 18 compagnie. Alla
tuendo un’apposita commissione valutativa. Questa pe- legione situata nella città rivierasca del sud facevano
raltro, per settembre 1939, dopo attento esame, deter- capo i gruppi di Valona, Corcia, Argirocastro e Berat,
minò l’allontanamento di ben 391 elementi. Altri 500 con complessive 13 compagnie. Queste avevano alle di-
– probabilmente ritenuti abbisognevoli di cure partico- pendenze nel complesso 42 tenenze, sistemate in sede
lari, furono trasferiti in gruppi di 40-50 a una decina di di prefettura e sotto-prefettura, oltre a 5 tenenze su-
tenenze delle Legioni CC.RR. di Lazio, Napoli, Bari e burbane e esterne.
Catanzaro. Si provò a sottoporli ad un addestramento Le due legioni contavano 130 ufficiali, 39 dei quali al-
pratico intensivo, un vero e proprio ricondizionamento banesi, che qualora rivestissero il grado di mag-giore e
radicale, ma i risultati non dovettero essere incorag- tenente colonnello ricoprivano l’incarico di ufficiale ad-
gianti e in seguito furono congedati. detto o vice-comandante dei gruppi. Vi erano poi 650
Agostinucci tentò anche altri provvedimenti, riuscendo sottufficiali, metà dei quali albanesi, e 3.350 appuntati
a far partecipare una ventina di ufficiali e una cinquantina e carabinieri, 2/3 dei quali locali.
di sottufficiali a corsi di aggiornamento presso la Scuola La presenza di sanguinarie bande armate, in cui opera-
di Firenze, mentre alcuni ex-gendarmi furono ammessi vano gran parte dei circa 300 latitanti censiti, rese ne-
a corsi formativi presso la Legione CC.RR. di Bari. cessario un massiccio intervento repressivo. A questo si
Ben conoscendo la delicata situazione, il generale pun- aggiungeva la presenza di circa 500 pericolosi detenuti
tava a realizzare unità miste, facendo affluire un migliaio fatti liberare da Zog all’atto della fuga in esilio, e il so-
di carabinieri per costituire due battaglioni e uno squa-
drone a cavallo, da inserire gradualmente nei reparti
territoriali insieme a personale albanese. Questo doveva
essere sottoposto ad un vero e proprio “addestramento Il 1° agosto 1939
per imitazione”, nella speranza che lo stretto contatto
con personale nazionale avrebbe agito positivamente. venne istituito
Il Regio Esercito, per la sua conformazione, non poteva
procedere in questo senso, ed era giocoforza mantenesse il Comando
unità distinte, con ovvi riflessi negativi in termini d’in-
tegrazione e rendimento dell’elemento albanese.
In materia di provvidenze economiche fu favorita la Superiore dei
Gendarmeria, ad esempio l’indennità per vestirsi e equi-
paggiare un ufficiale era pari a £ 3.000, contro le 2.000 Carabinieri Reali
degli ufficiali dell’Esercito.
Per quanto attiene la struttura territoriale, consapevole
delle difficoltà linguistiche e della critica situazione d’Albania, con le
logistico-infrastrutturale, Agostinucci destinò i cara-
binieri italiani nei capoluoghi di prefettura e in alcune Legioni di Tirana
delle sotto-prefetture più importanti, lasciando gli al-
banesi nei presidi minori.
Il 1° agosto 1939 venne istituito il Comando Superiore e Valona
dei Carabinieri Reali d’Albania, con le Legioni di Tirana
22 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO X

