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PAGINE DI STORIA





                  Il 12 aprile 1939                                 La documentazione del tempo ci restituisce un quadro
                                                                    a tinte fosche del personale assorbito nel Regio Esercito.
                     il Parlamento                                  Ignoranza diffusa, corruzione, scarsa dedizione al ser-
                                                                    vizio erano assai diffusi, al netto di qualche pregiudizio
                                                                    fra gli ufficiali italiani estensori delle relazioni oggi di-
               albanese approvò                                     sponibili. Vi erano peraltro alcuni argomenti che po-
                                                                    tevano giustificare un atteggiamento a volte di sorda
               l’unione personale                                   resistenza da parte degli ufficiali albanesi. La domina-
                                                                    zione ottomana aveva lasciato tracce difficilmente eli-
                                                                    minabili nella miseria, nell’incultura, e nella religione,
                fra i due stati e la                                e per i musulmani l’italiano era sempre un infedele cri-
                                                                    stiano invasore.
                 corona d’Albania                                   L’Italia inoltre, pur incorporando i militari, dette loro
                                                                    per distinguerli stellette a cinque punte dotate dell’elmo
                passò sul capo di                                   di Skanderbeg, l’eroe nazionale della resistenza agli ot-
                                                                    tomani. Se per gli stati maggiori italiani ciò era motivato
                                                                    dal voler valorizzare l’etnia locale, per l’albanese appariva
            Vittorio Emanuele III                                   un’indicazione di suddito con minori diritti, particolare
                                                                    dimostrato dal fatto che per alcuni mesi, fino alla cir-
                          di Savoia                                 colare del Ministero della Guerra del 22 febbraio 1940,
                                                                    ai  militari  albanesi  non  vennero  corrisposti  gli  stessi
                                                                    emolumenti garantiti al personale italiano. Al contrario
                                                                    i libici furono considerati militari italiani a tutti gli ef-
                                                                    fetti, ebbero le stellette a cinque punte, persero il titolo
                                                                    di ascari e i gradi tradizionali (basci-buzuk, buluc-basci
            e 3.206 caporali e gendarmi, allineava però solo 2.862  e scium-basci) e ricevettero la denominazione di soldato
            uomini, a causa del ridotto interesse del re in questa  (caporale, sergente, maresciallo) “libico”.
            struttura. All’atto dello sbarco italiano molti si sban-  Ad ogni modo, in base alla documentazione valutativa
            darono anche se la maggior parte riprese servizio dopo  redatta, per le autorità italiane solo il 30% degli ufficiali
            poco  tempo.  Miserevoli  le  condizioni  di  accaserma-  era in possesso di adeguate capacità, mentre oltre il 50%
            mento, alquanto basso il livello di preparazione pro-   era  considerato  irrimediabilmente  irrecuperabile.  In
            fessionale, come del resto avveniva per tutte le istitu-  quanto all’affidabilità politica, si riteneva di poter far
            zioni militari albanesi.                                conto su non più del 15% degli ufficiali. Un buon 25%
            Il 19 aprile 1939 tornò Agostinucci, ora generale di    era “avverso” e il 60% “dubbio o indecifrabile”.
            divisione, preposto all’organizzazione dell’Arma sul ter-  Si discusse se congedare tutti coloro che non avessero
            ritorio, che il 30 fu incaricato dal Ministro degli Interni  riunito i requisiti fisici, morali e professionali per essere
            albanese di riordinare la Gendarmeria, militarizzandola.  arruolati nelle Regie Forze Armate, ma venne scelta la
            In effetti il decreto luogotenenziale del 10 maggio 1939  via della tolleranza, evitando drastiche epurazioni che
            ne prevedeva il passaggio nelle Forze Armate e ne affi-   avrebbero alimentato i quadri della potenziale guerriglia
            dava il comando a generale dell’Arma, indicato il 24    anti-italiana. Ci si limitò a eliminare inizialmente solo
            maggio con successivo decreto in Agostinucci. Il 13     il personale che, all’atto dell’invasione, si fosse dato alla
            luglio 1939 seguì per legge la fusione delle Forze Ar-  macchia, non tornando in servizio il 10 maggio 1939,
            mate dei due Paesi, anche se le norme di attuazione     come prevedeva una specifica forma di amnistia.
            tardarono ad essere stilate.                            Per la Gendarmeria si era pensato di sottoporre tutto il



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO X  21
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