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PAGINE DI STORIA




                                                                       A metà agosto 1919



                                                                           giunse ordine di


            zioni di polizia militare (439^ in Fiume al Municipio,
            161^ a Sussak e 162^ a Cantrida, sulla linea armisti-      ridurre il dispositivo
            ziale sulla costa). In seguito dettero luogo alle compa-
            gnia interna e esterna, coerentemente all’organizzazione  italiano e fra il 25 e il
            territoriale del tempo.
            Il 16 marzo 1919 l’area era suddivisa in 6 Settori (Sus-
            sak, Industriale, Valscurigne, Centro, Eneo e Punto                 27 la brigata
            Franco) presidiati ciascuno da forze pari a un batta-
            glione di fanteria rinforzato, integrato da un nucleo di              Granatieri,
            CC.RR. fornito dal Comando di Polizia Interalleata.
            La situazione divenne presto tesa: prendeva corpo il          considerata assai
            Regno di Jugoslavia, ma cresceva il movimento di pen-
            siero per una Fiume italiana e si costituiva in città un
            battaglione “volontari fiumani” sostenuti dal Grazioli,     vicina alla corrente
            comandati dall’ex-capitano degli Arditi Host Venturi.
            Del resto nelle nostre Forze Armate la causa di Fiume   fiumana che invocava
            aveva oramai fatto breccia. Minoritario, ma presente,
            il partito che avrebbe preferito fosse stata mantenuta
            l’antica indipendenza di Fiume, costituendo uno stato     l’annessione, iniziò a
            autonomo da Italia e Jugoslavia.
            A Parigi le cose non andavano bene: il 24 aprile 1919    essere sostituita dalla
            Presidente del Consiglio Orlando e Ministro degli
            Esteri Sidney Sonnino abbandonarono la Conferenza,
            ma due settimane dopo, il 5 maggio, quando divenne              brigata Regina,
            chiaro che le altre potenze non cambiavano idea e il
            bottino di guerra cominciava ad essere spartito senza            ritenuta meno
            tener conto dell’Italia, tornarono. Comunque era stata
            persa la possibilità di prender parte alla divisione del-              coinvolta
            l’impero coloniale tedesco e nasceva il mito della “vit-
            toria mutilata”.
            Nel luglio la tensione in Fiume ebbe un’impennata e il
            6 nella base transalpina si verificò un incidente fra sol-  tici e messa sotto inchiesta del maggiore Abba dei
            dati coloniali francesi e marinai italiani. I primi ebbero  CC.RR. – che nell’intervenire e nel condurre le inda-
            9 morti e 11 feriti, i secondi solo 3 feriti anche se la re-  gini avrebbe operato più a tutela degli interessi nazio-
            lazione ufficiale italiana parlò di aggressione francese.  nali che in veste neutrale – e dei comandanti della
            La Commissione d’Inchiesta Interalleata, istituita per in-  Regia Marina che avrebbero aggredito i francesi. La
            vestigare sull’episodio e comprendente rappresentanti   Francia fu invitata a sostituire la soldataglia annamita
            di Francia, Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti, stilò  e consigliata a eliminare la base logistica, mal vista
            conclusioni dure: scioglimento del “battaglione fiu-    dalla popolazione fiumana. Col nuovo Premier Nitti
            mano”, riduzione delle forze, avvicendamento dei ver-   salito al potere il 23 giugno 1919 in Italia si delineò



            8 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO IV
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