Page 6 - Notiziario 2019-5
P. 6

PAGINE DI STORIA






                                                                        Fiume (oggi Rijeka,


                                                                          in Croazia) sorge

            non rivendicando la cittadina. Del resto l’auspicata ac-
            quisizione di Trieste rendeva opportuno lasciare uno      ad est della penisola
            sbocco al mare all’Austria-Ungheria, di cui nel ‘15 non
            si poteva prevedere lo smembramento.
            Il Patto di Londra, segreto nei contenuti, venne alla     istriana, sul golfo del
            luce nella parte relativa alle pretese italiane su Dalma-
            zia e Istria nel 1917, a seguito della pace separata chie-  Quarnaro. A fronte
            sta  dalla  Russia.  Ciò  determinò  il  risentimento
            dell’elemento slavo appartenente all’Austria-Ungheria.         di un entroterra
            Quest’ultima era organizzata in una duplice monar-
            chia, con due distinti governi e parlamenti, ma le cri-
            ticità crescenti con gli slavi del sud – Sloveni, Bosniaci  progressivamente
            e Croati – aveva fatto teorizzare la costituzione di un
            terzo polo dell’Impero, di marca slava. Lo stesso arci-            popolato da
            duca d’Austria Francesco Ferdinando, l’erede al trono
            ucciso a Sarajevo, aveva accolto con favore tale ipotesi.
            Le mire italiane incidevano negativamente su tali aspi-  popolazioni slave, alla
            razioni  e  gli  slavi,  che  spesso  avevano  dato  cattiva
            prova in guerra contro i russi, sul fronte italiano dimo-   vigilia della Grande
            strarono combattività e affidabilità: la sopravvivenza
            dell’Impero avrebbe potuto significare una maggiore
            autonomia, la sconfitta un nuovo padrone.                   Guerra era di etnia
            Con la dissoluzione dell’Impero, nel 1918, il mondo
            slavo pensò a un grande stato che fondesse Montene-            e cultura italiane
            gro, Serbia, Croazia e Bosnia-Herzegovina; in tale ot-
            tica il porto di Fiume diveniva obbiettivo di rilievo per
            l’eccellente collegamento ferroviario con l’entroterra.
            D’altra parte l’Italia, come si è visto, non aveva richie-  nello schierarvi truppe, cosa che fece con lo scusa di
            sto  l’annessione  della  città.  La  Francia  contestual-  assicurare l’ordine pubblico messo a rischio dall’af-
            mente si rese conto che, onde accrescere la propria     flusso di unità croate, già dell’esercito della monarchia
            sicurezza minacciata dall’ulteriore espansione italiana,  bicipite, spedite da Zagabria con l’intento neanche
            doveva creare una forte entità ad oriente del nostro    troppo recondito di facilitare l’acquisizione dell’area.
            Paese, e sostenne la costituzione della Jugoslavia. Con-  Il nostro Paese occupò anche la Dalmazia e parte delle
            temporaneamente in Italia e a Fiume crescevano le       isole e l’Arma costituì la Divisione (Gruppo) di Zara,
            spinte per annettere la città, ove si iniziava a compren-  comprendente le compagnie di Zara interna e esterna,
            dere che la fine dell’Impero avrebbe condotto alla fine  Benkovac, Sebenico, Curzola, Knin.
            del particolare regime di autonomia e un assorbimento   Nel marasma post-bellico, a complicare il quadro di
            nel mondo slavo, piuttosto disprezzato dall’intellighen-  situazione, si inserirono i 14 punti per la pace del pre-
            zia fiumana.                                            sidente statunitense Woodrow Wilson: quacchero in-
            L’Italia, per la prossimità alla cittadina, era favorita  transigente proponeva che ci si affidasse al rispetto del



            6 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO IV
   1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11