Page 28 - Forestale N. 89 novembre - dicembre 2015
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no proprio a tale periodo anche se non è chiaro
se si sia trattato di una frequentazione tempora-
nea o permanente.
Altra particolarità, che caratterizza l’area, è l’esi-
stenza del complesso roccioso di Pietra della
Mola che si suppone sia stata utilizzata, nell’età
del bronzo, come calendario astronomico per
indicare i solstizi e gli equinozi. In particolare, per
alcuni studiosi, sembrerebbe che il megalite di
Pietra della Mola costituisse una sorta di calenda-
rio di pietra in grado di segnare date particolari
dell’anno, importanti per scopi rituali e per fina-
lità legate all’inizio e alla fine di coltivazioni,
periodi propizi per la caccia, ecc.
A favore di questa tesi, non condivisa da tutti
coloro che si sono cimentati nello studio del
megalite, sembrerebbe deporre l’orientamento
della porta principale del sito fortificato (IV
secolo a.C.) rivolta a traguardare, attraverso il
complesso roccioso, il punto dell’orizzonte dove
sorge il sole agli equinozi.
Tuttora sono in corso studi mirati a definire uni-
vocamente tali teorie e a confermare le suddette
corrispondenze.
l’opera di fortificazione
Dati supportati da maggiori certezze scientifiche bitato vero e proprio. Ancora oggi è possibile
sono invece quelli relativi all’antico insediamento identificare, in alcuni punti della cinta esterna, il
di Monte Croccia, nucleo abitativo protetto da un corpo della fortificazione costituita da una dop-
complesso sistema di fortificazioni, esempio di pia cortina muraria, realizzata con conci litici di
architettura militare realizzata in Lucania nel IV medie e grandi dimensioni abbastanza irregolari,
secolo a.C. messi in opera a secco. Lo spazio interno, com-
L’elemento essenziale di tale opera di difesa era preso tra i due elementi portanti del muro, è
costituito da due cinte murarie, una esterna che formato da pietre informi immerse in un legante
circondava l’area dell’abitato e una interna che a matrice terrosa.
separava l’Acropoli dal resto dell’insediamento. Lo spessore del corpo murario varia da un mini-
Entrambe le strutture murarie furono realizzate mo di due metri e mezzo (a Ovest) a un massimo
mediante l’impiego di arenaria locale. Infatti il di tre metri (a Sud-Est). Soltanto nel settore
primo impianto abitativo subì una profonda tra- sudorientale una parte del muro è costituita da
sformazione quando l’Acropoli, localizzata nella blocchi squadrati e levigati nella parte anteriore.
parte più alta della collina, venne circondata da Il tracciato delle mura dell’Acropoli è facile da
una possente fortificazione, la cinta muraria seguire, poichè diversi tratti sono stati portati alla
interna. La cinta muraria esterna deve aver chiu- luce e hanno subito un intervento di restauro che
so l’intero insediamento subito dopo dal conferisce, all’insieme, l’aspetto di una fortifica-
momento che, nell’area compresa fra le mura zione ben conservata.
esterne e quelle interne, si sono rinvenuti edifici Interessante è osservare come la doppia cortina
risalenti anch’essi al IV secolo a.C. muraria sfrutta nelle fondamenta il banco roccio-
In tal modo all’interno delle mura, venne attuata so affiorante in più punti, come ancoraggio per
una separazione strutturale e probabilmente lo sviluppo di interi tratti a blocchi. La roccia in
anche gerarchica fra i due settori: l’Acropoli e l’a- situ, oltre ad essere impiegata come materiale da
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