Page 31 - Forestale N. 89 novembre - dicembre 2015
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Greenpeace denuncia da anni, con il suo noto no armi e droga con i proventi del sacco delle
stile caustico ed aggressivo, questo fenomeno foreste. Parliamo dei fenomeni conosciuti come
che accade da decenni sotto gli occhi del mondo, “illegal logging” e “illegal timber trade”. Quando
soprattutto di quello occidentale ed opulento e ammiriamo un pavimento di afrormosia, di palis-
che rappresenta la principale domanda di risorse sandro, di mogano, di imbuia, di teak, di ipè, una
naturali, senza che nessuno muova un dito. cornice o una porta in ramino, dobbiamo consi-
L’ultimo rapporto, dell’Ottobre 2014, contiene derare che potrebbero provenire da tagli illegali e
nomi di ditte brasiliane, europee, americane, cine- da partite di legname oggetto di triangolazioni e
si, che si renderebbero responsabili, attraverso false certificazioni, che arriva nei porti europei e
triangolazioni artificiose, dell’espoliazione di potrebbero essere stati introdotti fraudolente-
questo polmone del pianeta. mente nel mercato italiano. Di questo dovranno
sempre più occuparsi i Wildlife Officers di mezzo
la deforestazione mondo per impedire i tagli illegali, le frodi, le
Ogni anno una superficie pari all’Austria viene esportazioni ed importazioni illecite. Questo è e
deforestata. Come? È possibile che le autorità sarà il lavoro della Forestale italiana nei prossimi
forestali, di polizia, doganali, non siano riuscite a anni ed un compito non privo di sfide e pericoli.
bloccare tale sciagura? Bisogna ricordare che la Marina è una battagliera volontaria di
perdita di biodiversità forestale, ai ritmi con cui si Greenpeace a Manaus, si vede subito, dal suo
verifica in Amazzonia, in Centro Africa o nel Sud sguardo intelligente, all’occorrenza diplomatico,
Est asiatico, con tecniche di taglio distruttrici ed che tradisce però un po’ di diffidenza e distacco.
illegali, spesso effettuate dentro aree demaniali o Fa bene. Fare il volontario in quelle terre (non ci
protette, comporta il calo di specie animali e vuole molto per trovarsi un fuoristrada di traver-
vegetali, la perdita di riserve di carbonio, causa il so sulla via con dentro malviventi pronti a farti
cambiamento del clima, destina inesorabilmente desistere dal disturbare gli affari d’oro dell’illegal
masse di persone delle comunità locali a migrare logging), può essere realmente pericoloso. Ci vuole
verso i grandi centri perché gli vengono sottratte coraggio e determinazione. L’Amazzonia, come
essenziali risorse secondarie della foresta. Infine il Mato Grosso, il Parà, tutto il bacino del Rio
alimenta bande criminali, spesso di stampo delle Amazzoni, sono pieni di vita ma anche di
mafioso, che lucrano in maniera incontenibile sul solitudine e pericoli. Le piste di terra rossa parto-
commercio illegale di legname. Addirittura il rap- no, appena fuori Manaus, in ogni direzione e
porto dell’Interpol (Environmental Crime Crisis, permettono la “penetrazione” di quella che para-
2014) parla di gestione delle risorse forestali da dossalmente, viene spesso definita foresta
parte di gruppi armati e terroristici che compra- vergine, foresta madre, foresta primaria. Tutti
appellativi che la fanno immaginare immensa,
oscura, brulicante di vita, impenetrabile, quindi
invincibile, mentre è così tanto fragile.
Vivono al suo interno pappagalli variopinti, tuca-
ni, anaconde enormi gialle e verdi, nelle zone più
paludose vicino alle grandi anse dei fiumi come il
Rio Negro, il Rio delle Amazzoni e gli innumere-
voli affluenti. I famosi jacarè, vispi e ancestrali
caimani famosi per la pelle che viene trasformata
in pregiate borse, poi i “tigrilli”, i famosi ocelot
dei romanzi di Sepulveda, i giaguari, terrore dei
cacciatori indigeni, presenze quasi inconsistenti,
rari da vedere ma sempre incombenti nella fore-
sta. La popolano le innumerevoli specie e varietà
di primati, quelle che gli scienziati chiamano del
“nuovo mondo”. Non ci sono scimmie grandi,
come le antropomorfe africane e asiatiche, in
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