Page 25 - Forestale N. 84 gennaio - febbraio 2015
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i dati Utilizzo in medicina
La produzione nazionale non è sufficiente a La capsaicina trova applicazione in diversi set-
coprire il fabbisogno, infatti circa il 70% dei tori: patologie cardiovascolari, obesità e
peperoncini è importato dai Paesi asiatici metabolismo, anestesiologia e terapia del dolo-
(soprattutto Pakistan e India) e dal Messico. re, diabetologia, patologie dismetaboliche e
Capsicum annuum è la specie più diffusa, mentre infettive, patologie gastrointestinali e artropatie,
le altre sono relativamente meno utilizzate. come pure in oncologia. È inoltre in grado di
Il consumo annuo si attesta sulle 209.000 ton- ridurre i depositi di grasso sulle pareti delle arte-
nellate per un valore di 268 milioni di euro. rie, bloccando la formazione di coaguli di
Viene importato macinato, in polvere o intero. sangue. Ha proprietà anti-ipertensive grazie alla
Nel nostro Paese la coltivazione del peperonci- capacità di rilassare i vasi sanguigni. Favorisce il
no solo in rari casi si presenta come senso di sazietà ed aumenta la termogenesi, il
specializzata, si tratta spesso di piccole coltiva- dispendio energetico e il metabolismo basale
zioni familiari che portano a una produzione rappresentando così un valido aiuto nel con-
nazionale stimabile in non più di 200 tonnellate trollo del peso. Cicatrizzante molto efficace, la
(dati FIPPO). Le zone tipiche di produzione capsaicina ha un’azione antibatterica documen-
sono le province di Cosenza, Catanzaro, Taranto tata. Lo spray con Capsicum è risultato sicuro
e Lecce, ma si coltiva un po’ in tutta la penisola. contro le riniti non allergiche. Studi sperimenta-
Nel 2013 sono state importate complessivamen- li recenti hanno dimostrato che la capsaicina,
te in Italia 1.850 tonnellate di peperoncino per con un dosaggio molto basso, riesce a determi-
un valore di quasi 5 milioni di euro. Nel primo nare la morte programmata delle cellule deviate
semestre 2014 sono state importate 881 tonnel- nei casi di tumori della prostata.
late di prodotto, il 7% in più rispetto allo stesso
periodo del 2013 (elaborazione ISMEA dati
ISTAT). I dati possono apparire discordanti,
perché alcune statistiche si riferiscono al prodot-
to fresco ed altre al prodotto essiccato.
La sicurezza agroalimentare
Il Corpo forestale dello Stato ha portato a ter-
mine importanti operazioni per il contrasto
delle contaminazioni del peperoncino con
sostanze nocive. Ricordiamo il Sudan rosso 1,
colorante normalmente impiegato nell’industria
tessile che portò, nel 2004, al sequestro di
15.000 chilogrammi di peperoncini importati
dall’India da un’azienda di Pescara e che sareb-
bero stati utilizzati per la preparazione di cibi
surgelati e sughi al peperoncino. Ancora, l’ope-
razione “Corno Rosso”, nel 2009 consentì di
scoprire nel peperoncino macinato, essiccato e
confezionato in polvere, sempre proveniente
dall’India, concentrazioni di due acaricidi deno-
minati Fosalone ed Ethion superiori di quasi dieci
volte il limite massimo consentito. Si tratta di
sostanze neurotossiche, in grado di alterare l’at-
tività endocrina, cioè i segnali del sistema
ormonale, anche con dosi molto basse. Anche
per questi motivi l’attività di impulso e promo-
zione del prodotto nazionale è fondamentale.
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