Page 15 - Forestale N. 84 gennaio - febbraio 2015
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menti si stipano in quantità, come in previsione terra, con la produzione di alimenti e con la pro-
di un imminente conflitto bellico: dentro le dis- pria vita.
pense e nei frigoriferi il cibo diventa merce e Questo cambio di valutazione avrà il duplice
senza troppo clamore spesso arriva alla scadenza effetto di creare un rapporto più sano col nutri-
senza essere notato né consumato. mento e anche un risparmio economico, che in
Niente di sconvolgente forse, ma non era così tempi di crisi non è da disdegnare.
fino a trent’anni fa quando i nostri padri o nonni Se pensiamo, infatti, a quanto alcuni nostri com-
insegnavano che sprecare il cibo era un peccato e portamenti quotidiani siano alla base di grandi
dal riutilizzo degli scarti hanno creato piatti che sprechi e a quanto incidano sulle nostre tasche,
oggi vengono ricordati come capisaldi della forse tornare ad avere una maggiore sensibilità
nostra tradizione culinaria. con quanto attiene agli alimenti e alla terra, può
essere veramente il volano per una rivoluzione
Guerra allo spreco pacifica di costumi, meno consumistica e più vici-
Acquacotta, ribollita, caciucco, frittata di macche- na alla natura, alla nostra natura di essere umani.
roni sono alcuni dei risultati più famosi dell’arte
di evitare gli sprechi. Il cibo col tempo e la mag-
giore facilità di approvvigionamento ha perso il
suo valore intrinseco. Siamo diventati spreconi e
abbiamo tolto la sacralità al mangiare, sulla tavo-
la dove i nostri anziani ringraziavano col “Padre
nostro” il Signore per il pane quotidiano. Noi a
stento ci sediamo per consumare il pasto.
Il consiglio per impossessarsi nuovamente della
propria “vita sostenibile” è proprio quello di
ricominciare a considerare il cibo come un valo-
re e l’agricoltura il mezzo per fare pace con la
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