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produzioni agricole attraverso l’arricchi-
mento varietale. Sono stati così individuati
i progenitori di graminacee conosciutissi-
me per il diffuso impiego nelle filiere
agro-alimentari come l’avena selvatica
(Avena sterilis L.) antenata dell’avena comu-
ne (Avena sativa L.), l’orzo murino (Hordeum
murinum L.) per l’orzo comune (Hordeum
vulgare L.), il grano delle formiche (Aegilops
geniculata Roth) largamente utilizzato in
incroci con varie specie di grano del gene-
gli scienziati sia in aree costiere, come nella
Sezione Casalborsetti della Riserva Naturale re Triticum, fino al melo selvatico (Malus silvestris)
Statale “Pineta di Ravenna”, sia in zone colli- progenitore del melo domestico (Malus domestica,
nari come i rilievi calcarei della Vena del Borkh).
Gesso, nei pressi di Brisighella, sempre in La copertura televisiva delle ricerche consenti-
Provincia di Ravenna. Qui, con ben altro spiri- rà di testimoniare le operazioni eseguite grazie
to e intenti assai più nobili, hanno ripercorso i alla messa in onda di uno specifico programma
luoghi che furono teatro delle discutibili gesta con taglio ecologico-ambientale nel quale con-
del più famoso tra i briganti romagnoli, quello fluiranno i reportage realizzati dalle varie task
Stefano Pelloni noto alla storia come il Passator force dislocate in tutto il pianeta. L’audience
cortese, ma che cortese non era affatto. Stavolta, attesa è di 5-6 milioni di telespettatori anglo-
infatti, le ricerche non hanno riguardato dena- sassoni. Referente del progetto internazionale è
ri o preziosi da razziare bensì altri e più Graziano Rossi, Professore di Botanica ambien-
importanti valori da raccogliere e conservare. tale e applicata nell’ateneo pavese e responsabile
Particolare interesse è dedicato all’individuazione del Centro flora autoctona della Regione
dei “parenti selvatici” di quelle piante che posso- Lombardia presso cui si trova la Banca del ger-
no utilmente essere impiegate per diversificare le moplasma vegetale lombarda (Lombardy seed
bank).
“La terminologia scientifica - spiega il
Professore Rossi - definisce Crop wild relatives gli
antenati selvatici delle piante addomesticate. È
importante censire e conservare tali semi per
metterli eventualmente, in futuro, a disposizio-
ne della scienza e dell’uomo. Queste piante
sono poco interessanti da un punto di vista
commerciale ma possono donarci geni buoni
che rendono resistenti a fattori negativi e a
malattie le discendenti coltivate. Basti pensare
alla resistenza alla siccità. Anche i pomodori, i
cocomeri, l’orzo o l’avena originariamente
erano selvatici e da qualche parte esistono anco-
ra le versioni primordiali”.
Si è trattato di una esperienza bella e fruttuosa
per tutti i partecipanti.
Se gli studiosi hanno potuto analizzare nuove
specie da inserire nel prezioso database custo-
dito dai Kew Gardens, il Corpo forestale dello
Stato ha proiettato la propria immagine istitu-
zionale su scenari scientifici internazionali di
eccellenza assoluta.
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