Page 42 - Forestale N. 77 novembre - dicembre 2013
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Il Forestale n. 77 60 pagine  29-11-2013  17:11  Pagina 45











                 dello Zar, eretto da Alessandro III, che qui
                 veniva a cacciare il bisonte con il figlio Nicola
                 II, è andato distrutto, dato alle fiamme alla fine
                 della seconda guerra mondiale.

                 La pressione antropica
                 Aleksander Bolbot, direttore del Parco naziona-
                 le, è un gentile signore di mezza età ed
                 apprezzato fotografo di scene di natura. Nel suo
                 studio, nella sede del Parco, mi illustra quelli che
                 sono i nodi insoluti di Bialowieza: la necessità di
                 “ridistribuire” il carico turistico in zone periferi-
                 che dell’area protetta (circa 100.000 visitatori
                 all’anno nell’intero comprensorio di Bialowieza),
                 la creazione di nuove strutture per consentire al
                 pubblico di avvicinarsi alla fauna selvatica, molto
                 difficile da scorgere, e soprattutto la necessità di
                 una gestione più naturalistica delle foreste che
                 gravitano al di fuori del Parco nazionale.
                 Quest’ultimo punto sembra il più controverso,
                 per le pressioni esercitare dalle popolazioni
                 locali e dall’industria selvicolturale volte alla
                 “normalizzazione” delle aree boschive, con l’e-
                 liminazione progressiva di piante stramature e
                 la conseguente perdita di una biodiversità
                 unica in Europa. Si aggiungono, allo sfrutta-
                 mento eccessivo della risorsa legno, i rischi
                 determinati dalle modificazioni climatiche in
                 atto, che hanno investito anche questa regione.
                 Il Sig. Bolbot è molto interessato agli scambi
                 culturali e si augura forme di collaborazione
                 con università, istituti di ricerca italiani e con il
                 Corpo forestale dello Stato.
                 Le ultime informazioni sono tutte indirizzate
                 alla ricerca della fauna, a Bialowieza e zone
                 limitrofe, altrettanto pregevoli con percorsi ad
                 accesso libero lunghi decine di chilometri,
                 alcuni dei quali ottimi per la bicicletta. Così i
                 giorni successivi, al mattino molto presto,
                 prima delle cinque, riesco a vedere l’alce e i
                 bisonti, nei pascoli intorno al villaggio di Budy,
                 oltre a numerosi cervi e corpulenti cinghiali.
                 Poi trovo tracce di castoro lungo il fiume
                 Narewka: un tronco di carpino bianco rosica-
                 to alla base e caduto nell’alveo. Annoto infine
                 sul taccuino rare specie di uccelli come il pic-  niente male. Paradiso per naturalisti e fotogra-
                 chio dorsobianco, il picchio nero e l’aquila  fi la foresta di Bialowieza vi aspetta maestosa e
                 anatraia minore. Mancano all’appello il picchio  noncurante, immobile da secoli, come meta
                 tridattilo e il picchio rosso mezzano, solo sen-  turistica alternativa nella gentile e poco cono-
                 tito ma non visto: un bottino tutto sommato  sciuta Polonia.


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