Page 32 - Forestale N. 71 novembre - dicembre 2012
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                 La Fondazione Becker                       vestre, l’abete rosso e bianco, i cedri e la dougla-
                 Sir Walter Becker (1855-1927) era un nobile e  sia – ha creato negli anni un paesaggio molto
                 ricco diplomatico britannico che aveva trascorso  suggestivo ed un microclima particolare, tali da
                 buona parte della sua vita in Italia, realizzando  ricordare più certi paesaggi alpini che quelli tra-
                 opere di beneficenza a favore di Enti quali la  dizionali dell’Appennino. Questo soprassuolo
                 Croce Rossa e l’Istituto britannico di Firenze.  che sta raggiungendo una notevole altezza ospita
                 Nel 1925, in particolare, in ricordo del 25° anno  nelle sue chiarìe residue numerose specie vegeta-
                 di Regno di Vittorio Emanuele III, Becker costi-  li e fungine tipiche del sottobosco locale nonché
                 tuì con propri fondi la “Fondazione Sir Walter  alcuni percorsi didattici facilmente visitabili cor-
                 Becker Pro Silvicoltura”, un Ente morale avente  redati di pannelli esplicativi realizzati dall’Ufficio
                 come obiettivo la promozione del bosco. Le sue  Territoriale per la Biodiversità di Roma che lo
                 principali finalità erano le seguenti: produrre e  gestisce.
                 diffondere le specie legnose più ricercate ed adat-  In alcuni periodi dell’anno, in particolare nel mese
                 te al rimboschimento, acquistare terreni boscati  di agosto quando maggiore è l’afflusso turistico
                 per conservarne e migliorarne la coltura foresta-  nella zona, la Fondazione viene aperta al pubbli-
                 le, acquistare terreni cespugliati e nudi per  co ed ospita visite guidate gratuite che vengono
                 rimboschirli, realizzare una concreta propaganda  organizzate e gestite dalla Forestale, spesso coin-
                 forestale con le forme e i mezzi più efficaci. Il  volgendo anche le locali associazioni ambientali e
                 tutto s’inquadrava in un periodo in cui l’estensio-  di volontariato. A tali visite partecipano anche più
                 ne delle foreste italiane stava per toccare un  di duecento persone alla volta, che vengono
                 minimo storico, sottoposta com’era ad usi ecces-  accolte da personale specializzato ed informate in
                 sivi e prolungati per la raccolta di legno ed il  merito alle principali emergenze forestali ed
                 pascolo: problemi ai quali l’allora recente “Legge  ambientali della zona. Una parte della tenuta, inol-
                 Serpieri”, del 1923, cercava di porre un freno  tre, ospita piantine di conifere in precedenza
                 imponendo il vincolo idrogeologico sulla quasi  utilizzate come alberi di Natale, che nel periodo
                 totalità dei boschi italiani.              invernale vengono raccolte dal Comune di Roma
                 Nel corso degli anni ed in ossequio con quelle che
                 erano le finalità promozionali della Fondazione
                 sono state costruite o ampliate varie strutture tra
                 cui un villino: il terreno, invece, è stato concesso
                 per anni in comodato all’allora Azienda di Stato per
                 le Foreste Demaniali – oggi Ufficio per la
                 Biodiversità del Corpo forestale dello Stato – per la
                 realizzazione di un vivaio forestale e per ospitare
                 un centro di educazione ambientale. Parallelamente
                 a tale attività di campo la Fondazione, spesso di
                 concerto con il suo partner di elezione rappresen-
                 tato dal Corpo forestale dello Stato, ha curato
                 anche la redazione e pubblicazione di numerosi
                 volumi che trattavano problematiche forestali e
                 montane di particolare spicco, quali il censimento
                 delle opere di sistemazione idraulico-forestale esi-
                 stenti in tutta Italia.
                 Oggi tale Fondazione ha fisicamente sede in
                 quello che è un ex vivaio forestale, posto a caval-
                 lo tra i Comuni di Arcinazzo Romano (Roma) e
                 Trevi nel Lazio (Frosinone). Si tratta di una tenu-
                 ta vasta circa 10 ettari nella quale l’impianto
                 ripetuto ed a fini sperimentali di numerose specie
                 di conifere – tra le quali il pino nero, il pino sil-


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