Page 37 - Forestale N. 71 novembre - dicembre 2012
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Il Forestale n. 71  21-11-2012  9:40  Pagina 38








                 La conservazione ex-situ

                 Per conservazione ex situ si intende la modalità di prelievo di specie minacciate o rare dal loro habi-
                 tat naturale e la loro tutela in luoghi appositamente predisposti all’accoglienza e al mantenimento. Si
                 tratta di una strategia fondamentale di conservazione a cui si ricorre quando la conservazione in situ
                 risulta insufficiente.
                 Lo sviluppo e la promozione della biodiversità ex-situ, come complemento della conservazione della
                 biodiversità in-situ, risponde pienamente all'art. 8 della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità
                 ed è parte essenziale della Strategia Nazionale per la Biodiversità recentemente adottata dallo Stato
                 italiano.
                 La conservazione ex-situ trova oggi applicazione sia nella tutela di specie selvatiche di animali e di
                 piante sia nella salvaguardia di varietà vegetali o di razze di interesse agricolo e zootecnico.
                 Oltre a mantenere le risorse genetiche esistenti, la conservazione ex-situ è funzionale a importanti
                 obiettivi quali fornire popolazioni di riserva o stock da utilizzare per consentire la sopravvivenza delle
                 specie durante le fasi di reintroduzione e ripopolamento o per favorire il recupero e la riabilitazione
                 degli habitat. Inoltre questi programmi sono di fondamentale importanza per l’educazione e la for-
                 mazione di una coscienza ambientale.
                 Infatti la conservazione ex-situ che si attua presso zoo, acquari, vivai, orti botanici, arboreti e banche
                 (dei semi, di pollini, di colture cellulari, ecc.) hanno, oltre lo scopo di conservare le specie ed il loro
                 patrimonio genetico in ambienti adeguati, un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione del pubblico
                 sull’importanza della salvaguardia della biodiversità e nella raccolta di fondi da destinare alla con-
                 servazione. Inoltre, hanno una posizione chiave nel rendere disponibile il materiale per fini di ricerca
                 scientifica, sia per incrementare le conoscenze sul ciclo biologico delle varie specie, sia per elabo-
                 rare  ex-situ tutte le strategie da sperimentare  in-situ per ricostituire o restaurare gli ecosistemi
                 naturali degradati.
                 La conservazione della biodiversità, dunque, si attua attraverso un campo d’azione complesso ed
                 articolato. Entrambe le tecniche di conservazione pur fondamentali per la salvaguardia delle specie,
                 presentano alcune problematiche che tuttavia nella loro applicazione congiunta possono essere
                 meglio affrontate.
                 La conservazione in-situ, efficace quando il numero di individui è sufficientemente ampio, trova una
                 grossa limitazione nel problema della frammentazione e nella conseguente contrazione delle popo-
                 lazioni. Nella conservazione ex-situ, invece, a causa della mancata interazione individuo/ambiente, si
                 mantiene solo una parte della variabilità genetica dei taxa. Sono ormai numerose in tutto il mondo le
                 esperienze di specie apparentemente condannate all’estinzione e invece salvate con il contributo
                 determinante di programmi scientificamente ben condotti di conservazione.
                                                                                        Marco Panella


                 bosco, scoprendo i suoi profumi, le sue caratteri-  riscoperti, osservati e studiati, pian piano stanno
                 stiche, la sua ricca biodiversità. Si aprono così  nascendo legioni di “curiosi della foresta e della
                 nuovi itinerari nel cuore e nella mente, riscopren-  biodiversità”, giovanissimi difensori del patrimo-
                 do i benefici del silenzio al ritmo della natura e di  nio naturale e forestale.
                 luoghi “non collegati”.                    Un progetto educativo concreto e pratico da
                                                            “coltivare” nelle scuole, in modo da stimolare
                 Ritrovare il contatto                      insegnanti e  alunni a riunire  forze, nuove ener-
                                                            gie, ritrovare la purezza d’un messaggio d’amore
                 con la natura                              e solidarietà per la Madre Terra, che i nativi ame-
                 I giovanissimi imparano, in modo divertente,  ricani chiamavano  “Pachamama”, e che non
                 come conoscere e tutelare un bosco, vivendo  avrebbero mai abbandonato né tradito, come
                 attivamente una nuova esperienza, un progetto  dimostrano i giovani studenti  che, con rispetto,
                 condiviso con i compagni di scuola, con i docen-  cura e dedizione stanno partecipando al progetto
                 ti e i Forestali. Giovani che ritrovano il contatto  imparando a proteggere i loro boschi, le foreste,
                 diretto con la terra, con la natura, con la biodi-  i loro alberi antichi e ritrovati per conservare ai
                 versità.                                   posteri la parte migliore della nostra terra con
                 E così mentre alberi, boschi e foreste vengono  tutte le sue straordinarie bellezze.


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