Page 30 - Forestale N. 71 novembre - dicembre 2012
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store (Accipiter gentilis). È stata riscontrata la
discreta presenza della civetta nana (Glaucidium
passerinum), splendido rapace notturno legato
all’ambiente boschivo. Tra i Mammiferi, la
volpe (Vulpes vulpes) svolge certamente un
ruolo di rilievo nell’ambito della rete alimenta-
re della Riserva, occupandone il vertice come
superpredatore. Le sue prede più frequenti
sono: l’arvicola (Microtus agrestis) e il topo cam- Una collezione eccezionale
pagnolo (Apodemus sylvaticus). Va inoltre rilevata La principale peculiarità del Giardino Botanico
la presenza del non comune ermellino (Mustela del Monte Faverghera consiste nella caratteriz-
erminea). Frequenti risultano pure il capriolo zazione geografica della collezione esposta,
(Capreolus capreolus) e la lepre (Lepus europaeus). rappresentativa della flora delle Alpi Orientali
Le umide depressioni dei pascoli sono popola- (oltre 1.700 specie). Anche la struttura della
te dalla rana rossa (Rana temporaria), dalla rana collezione è originale e segue una chiave di let-
agile (Rana dalmatina) e dal rospo comune (Bufo tura fitogeografica basata sull’ecologia delle
bufo). Tra i rettili si riscontra la presenza del- specie e sulla loro distribuzione. Le piante alpi-
l’orbettino (Anguis fragilis), della biscia d’acqua ne vengono coltivate e disposte cercando di
(Natrix natrix) e dell’aspide (Vipera aspis). fornire ad ogni singola specie un ambiente il
più possibile simile a quello in cui essa vive
I sentieri naturalmente. Si ritiene molto importante che
Il Giardino Botanico delle Alpi Orientali copre il visitatore possa vedere ogni singola specie
un’area di oltre 6 ettari all’interno della Riserva collocata nel proprio ambiente accanto alle
Naturale. Esso ricade nel settore orientale delle altre con cui si accompagna naturalmente. In
Prealpi Bellunesi e si estende ad una quota questo modo si possono agevolmente capire:
compresa tra i 1.400 ed i 1.600 metri s.l.m.. la funzione ecologica degli ambienti e delle
All’interno dell’area del Giardino si snoda una specie, le complesse condizioni di vita all’inter-
rete di sentieri tramite i quali sono visitabili no di ogni habitat ed i vari meccanismi di
parte della Riserva Naturale e i vari habitat adattamento delle piante. La gestione della
alpini che possono essere suddivisi a seconda Riserva è attualmente ispirata al rispetto del
del tematismo dominante. Sul dosso che suo status che prevede la possibilità di utilizza-
sovrasta l’accesso al Giardino Botanico si re questo territorio esclusivamente per scopi
snoda un sentiero panoramico particolarman- scientifici e didattici, senza alterare la struttura
te suggestivo, che attraversa una prateria e la dinamica degli ecosistemi.
subalpina dalle ricche fioriture; ad esso si col-
lega il percorso principale che permette di
ammirare la maggior parte delle specie coltiva-
te. All’interno della Riserva vi sono poi il
sentiero botanico tramite il quale si possono
cogliere gli aspetti più naturali della vegetazio-
ne montana di questi luoghi, e il percorso
carsico in cui sono messi in evidenza alcuni
elementi geomorfologici superficiali e profon-
di tipici del carsismo. La struttura è dotata di
due edifici: il primo, posto all’ingresso, ospita
una mostra permanente sugli aspetti floristico-
vegetazionali delle Alpi Orientali, mentre nel
secondo sono allestiti un laboratorio per l’atti-
vità scientifica e didattica e una mostra
entomologica.
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