Page 21 - Forestale N. 64 settembre - ottobre 2011
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Di parere opposto lo studioso Giovanni
                                                          Feo, autore del libro “Le Vie Cave”
                                                          (Laurum Editrice), che da 30 anni percor-
                                                          re queste ciclopiche realizzazioni che
                                                          secondo lui rientrano in un più ampio pro-
                                                          getto di occupazione estensiva del
                                                          territorio da parte degli Etruschi secondo
                                                          una concezione di insediamento fondata
                                                          su un rapporto sacrale con il territorio. Gli
                                                          antichi Tirreni realizzarono una geografia
                                                          sacra nella quale in primo piano non vi era
                                                          la necessità di costruire ed insediarsi, bensì
                                                          di individuare un sito o un’area speciale,
                                                          quanto a valenze sacre, e lì, grazie ad ade-
                                                          guate cerimonie e riti di fondazione, porre
                                                          il sito in armonica consonanza con l’ordi-
                                                          ne divino e le sue leggi. Una sorta di  Feng
                                                          Shui occidentale.
                                                          La terra era considerata viva. Prende allora
                                                          corpo l’idea che le vie sacre in origine abbia-
                                                          no avuto funzioni di percorsi sacri, destinati
                                                          ad attraversare le aree religiose e funerarie e,
                                                          probabilmente, servire per speciali proces-
                                                          sioni e cerimonie itineranti, connesse ai
                                                          culti del suolo e dell’oltretomba. Esse quasi
                                                          sempre attraversano un’importante necro-
                                                          poli. La stessa Chiesa cristiana fin dai primi
                                                          secoli cercò anche qui di appropriarsi in
                                                          veste religiosa di questi siti che avevano
                                                          evidentemente una forte connotazione
                                                          sacrale. Molte sono le cappelle, edicole,
                                                          chiese, oratori e romitori costruiti a guar-
                                                          dia di questi percorsi. Secondo Feo
                                                          probabilmente gli Etruschi appartenenti
                                                          ad un ceto particolarmente evoluto prove-
                                                          niente dal medio oriente, quando
    © M. Di Giovancarlo                                   arrivarono nei territori tufacei della Tuscia,
                                                          che apparivano molto simili a certi paesag-
                                                          gi rupestri dell’Anatolia, trovarono, già
                                                          parzialmente esistenti, le vie cave realizzate
                                                          da una civiltà autoctona di tipo previllano-
                     Per lei come per gran parte della scienza  viano quella cosiddetta di Rinaldone. Le
                     ufficiale le circa cinquanta vie cave situate  maestose fenditure che servivano a mette-
                     nel comprensorio fra Sorano, Sovana e  re in comunicazione i luoghi alti,
                     Pitigliano nacquero come strade di colle-  osservatori della volta celeste, con il ventre
                     gamento e poi nel tempo ebbero altri  della terra, furono adibiti anche a percorsi
                     impieghi. Canalizzazioni per raccogliere le  dedalici e iniziatici verso le città dei morti.
                     acque piovane, vie nascoste di fuga, ecc.  Quello che comunque appare anche ad un
                     Forse nei secoli furono utilizzate per tutti  occhio inesperto è che questi percorsi dal
                     questi scopi.                        carattere megalitico realizzati con mezzi


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