Page 24 - Forestale N. 64 settembre - ottobre 2011
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© M. Di Giovancarlo







          gamia tra cielo e terra, che ricorda lontanamente  sulla sella situata fra le due vette del monte, nel
          quel primo solco il quale secondo le tradizioni  Terzo millennio a.C. era posizionata la stella
          etrusche avrebbe fatto emergere nel mondo un  polare che, all’epoca, indicava il punto nord (la
          bambino divino, quel Tagete, dotato di parola  stella Thuban, della costellazione del Drago).
          profetica e di sapienza agricola.         Il sole o un’altro importante astro, visibile all’o-
                                                    rizzonte sopra la sella di un monte, era l’usuale
          Stonehenge in Maremma                     figura ricercata dagli antichi sacerdoti-astronomi
          Una struttura formata da dieci pietre che affiora-  per calcolare lo scorrere del tempo.
          no sulla sommità del poggio. Cinque di esse, alte  Il  “tempio” venne realizzato con il taglio, dall’al-
          tre metri, formano un cerchio più interno e le  to verso il basso, di un poggio di roccia vulcanica.
          altre, più basse di circa la metà, sono leggermen-  Così da ottenere dieci megaliti, separati da stretti
          te spostate verso l’esterno. Tutte presentano fori  passaggi a corridoio, dove i raggi solari potevano
          circolari e nicchie più o meno accentuate. Così  passare in determinati momenti dell’anno. Ogni
          appaiono alcune rocce isolate lungo le pendici  megalite fu orientato verso una corrispondente
          del monte Tellere nei pressi di Pitigliano. Il sito è  montagna visibile all’orizzonte.
          stato studiato da esperti di archeoastronomia e  Tutta la struttura risulta orientata verso il settore
          geologia.                                 occidentale. L’altezza dei megaliti, in parte anco-
          Gli studiosi concordano nel ritenere i megaliti di  ra sepolti, dovrebbe essere di circa sei metri.
          Poggio Rota una struttura sacra ad uso astrono-  Un tempo si trattava di un unico sperone di tufo
          mico, realizzata verso la metà del terzo millennio  che fu scavato al centro e sezionato con dei tagli
          a.C. dalla “cultura” di Rinaldone (4000-2000  verticali i quali permettono di inquadrare alcuni
          a.C.). Nel 2009 è iniziata una prima campagna di  punti dell’orizzonte. Fino ad oggi è stato possibi-
          rilevamento e di scavo, condotta dall’Università  le accertare che il complesso non ha origini
          degli Studi di Milano.                    naturali e che, quindi, il suo aspetto si deve alla
          Probabilmente il sito venne scelto per la sua spe-  mano dell’uomo, ma soprattutto che si trova
          ciale posizione rispetto al Monte Amiata. Infatti,  esattamente lungo la linea solstiziale.



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