Page 43 - Forestale N. 58 settembre - ottobre 2010
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OMNIBUS
Il ritorno dello scazzone chi oltre un secolo, conservati in diversi musei. Gli scien-
ziati probabilmente pensavano di aver trovato degli
esemplari giovanili, ma hanno poi scoperto che si tratta
di adulti, di taglia particolarmente minuta.
Le specie di recente scoperta è stata classificata
Nepenthicola microhyla, dal nome della pianta carnivo-
ra in cui vive. Gli scienziati sono stati attirati dal richiamo
della micro-rana, ma gli anfibi erano così piccoli che era
difficile individuarli: i maschi adulti vanno dai 10,6 ai
12,8 millimetri.
Le piante carnivore raccolgono nelle loro “brocche”
acqua piovana e nutrienti. La micro-rana vive in simbio-
si con queste piante, depositando le uova nell'acqua da
Lo scazzone è specie protetta a livello europeo, nazionale esse preservata, e i girini possono crescere in acque
e locale, ma essendo di acqua dolce è soggetto a bracco- tranquille.
naggio consistente. Con l’obiettivo di risollevare la specie
e accontentare le potenziali richieste della ristorazione,
Veneto Agricoltura, dopo una prima sperimentazione con
l’Università di Parma, ha avviato un’iniziativa per riprodur-
re scazzoni partendo da riproduttori selvatici in vasche di
grandi dimensioni. Il progetto sperimentale ha sede pres-
so il Centro Ittico di Veneto Agricoltura a Valdastico
(Vicenza).
Dal corpo quasi conico, lo scazzone o marsone, ha il suo
habitat naturale nei torrenti di fondovalle e montani,
nelle risorgive e nei fiumi pedemontani; la livrea è di
colore marrone chiaro con striature più scure, pinna dor-
sale doppia, pinna anale lunga, quelle ventrali piccole, Gli anfibi sono molto sensibili ai mutamenti del loro
pinna caudale a ventaglio. ambiente e sono quindi tra gli animali più minacciati: un
Quest’anno, nelle vasche del Centro ittico i tecnici sono terzo di loro è in via di estinzione. Eppure sono utilissimi
già riusciti ad ottenere una prima riproduzione di scaz- per il controllo di insetti che diffondono malattie o danni
zoni catturati nel vicentino; è perciò in fase di definizione alle colture, oltre a contribuire a mantenere gli ecosiste-
un protocollo standard per il suo allevamento. Le ultime mi d’acqua dolce.
stime dicono che nel giro di 24 mesi sarà possibile otte-
nere soggetti di dimensioni appropriate per la vendita e Nella terra dei giganti
il consumo; successivamente si potrà avviare una pro-
duzione intensiva di questo pesce.
In futuro saranno promosse giornate divulgative relative
a questa nuova attività di acquacoltura considerata
anche la possibilità di caratterizzare da un punto di vista
genetico i soggetti allevati in vista della richiesta di Dop
(Denominazione di Origine Protetta).
Scoperta la rana più piccola
La rana più piccola tra quelle consosciute in Asia, Europa
o Africa, e una delle più piccole rane del mondo. È stata
scoperta nel Sarawak (Borneo malese): delle dimensioni
di un pisello, appartiene alla famiglia delle Microhylidae, Fanno parte del paesaggio, ma spesso ne deturpano la
che, come suggerisce il nome raggruppa specie di rane visuale. Si tratta dei tralicci dell’alta tensione. Indi-
in miniatura che non superano i 15 millimetri. Questa spensabili per trasportare l’energia da un capo all’altro
microrana era conosciuta solo per alcuni campioni vec- delle nazioni, segnano, da molto tempo, con le loro linee,
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