Page 31 - Forestale N. 51 luglio - agosto 2009
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SPORT / Sci
STORIA DI UN’ATLETA
DELLA MONTAGNA
Tutto cominciò con un paio di sci rossi. Quelli che aveva
costruito suo padre. Stefania Belmondo ha poi indossato i
colori della Forestale entrando nella storia dello sci di fondo
di Francesca Samà
na vita per la montagna. Una vita con gli progetto parlo ai ragazzi e spiego loro che nella
sci ai piedi. Dieci medaglie olimpiche, 13 vita di tutti i giorni, non solo nello sport, occor-
mondiali e 35 titoli italiani per Stefania re fare dei sacrifici, delle rinunce, ma soprattutto
U Belmondo, atleta del Corpo forestale occorre rispettare gli altri, non solo gli avversa-
dello Stato lontana dalle competizioni ormai dal ri. Affronto anche il problema del doping,
2002, ma ancora nei cuori degli appassionati perché dobbiamo avere riguardo per tutto quel-
dello sci di fondo, tanto che è stata l’ultima tedo- lo che ci circonda, dall’ambiente alle persone e,
fora delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. innanzitutto, rispettare la nostra vita.”
“È stata un’esperienza molto bella e indimenti- Ma non è questo il solo impegno sociale dell’ex
cabile. Molti mi chiedono se è stato più atleta. “Acqua è vita” è infatti la campagna di
emozionante vincere una medaglia d’oro olim- informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi di
pica oppure essere l’ultima tedofora. Beh, sono cui Stefania Belmondo è testimonial. Il progetto è
comunque due cose completamente diverse. stato lanciato dall’associazione di volontariato
Per entrambe si prova una grandissima emozio- internazionale LVIA in occasione dell’Anno Inter-
ne, però mentre per l’una è una cosa che ti sei nazionale dell’Acqua, per sostenere progetti idrici
guadagnata, perché vincere una medaglia olim- nei nove paesi africani in cui opera.
pica implica tanta fatica, per quanto riguarda La campionessa plurimedagliata del Corpo fore-
l’ultimo tedoforo è il riconoscimento di una stale dello Stato si è ritirata dalle competizioni
lunga carriera.” agonistiche dopo aver vinto un’ultima medaglia
I bei ricordi di Stafania Belmondo sono innu- d’oro nella 15 km tecnica libera, l’argento nella
merevoli, almeno uno per ogni gara vinta. E 30 km tecnica classica e il bronzo nella 10 km
nemmeno a 40 anni, ormai lontana dalla pista sempre tecnica classica. Ogni vittoria è un pezzo
da sci, ha ancora perso la determinazione e la di storia.
voglia di fare. “È difficile sceglierne una fra le tante. Ma forse
“Nello sci spero e penso di aver lasciato qualco- la vittoria che ricordo con maggiore affetto è la
sa. In questo periodo mi sto occupando di un prima, ad Albertville nel 1992 perché sono stata
progetto. Per questo voglio ringraziare soprat- la prima donna italiana a vincere un oro olimpi-
tutto il Corpo forestale dello Stato che mi ha co nello sci di fondo e poi quella del 2002 a Salt
dato la possibilità di andare nelle scuole per Lake City, perché erano passati 10 anni dalla
parlare di educazione ai valori dello sport, con prima. In quell’occasione, poi, dopo aver rotto
la collaborazione dell’università di Torino, dipar- un bastoncino, ho battuto un’atleta che aveva
timento di scienze dell’educazione e della fatto uso di sostanze dopanti. La Lazutina, infat-
formazione e della Regione Piemonte. In questo ti, era arrivata pochi secondi dietro di me e
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