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Il mestiere
Naturale o industriale? del saponaro
Scettico sul sapone naturale è Leonardo Celleno, n antico mestiere presente a Napoli
dermatologo e direttore del Centro ricerche fino alla prima metà del XX secolo è
cosmetologiche dell’Università Cattolica di U quello del saponaro. Passava di casa
Roma. “Sarebbe meglio acquistare saponi liquidi, in casa raccogliendo oggetti vecchi di cui la
gente voleva disfarsi o vecchia mobilia,
in particolare detergenti delicati a basso conte-
anche se in cattive condizioni. In cambio il
nuto di tensioattivi o paste di sapone senza alcali
saponaro non rendeva denaro, ma pezzi di
(sapone non sapone) perché anche se composti sapone, da cui deriva il nome. In napoletano,
interamente da ingredienti ricavati da un proces- una persona sciatta, disordinata, poco atten-
so sintetico e con sostanze chimiche, sono adatti ta e che fa qualcosa controvoglia viene detta,
a tutti i tipi di pelle, anche quelle molto sensibi- in maniera dispregiativa, saponaro.
li. Il concetto di sapone naturale al 100 per cento
non esiste in quanto il sapone non è altro che il
risultato di una reazione chimica tra la soda cau-
stica e uno o più acidi. Gli acidi grassi utilizzati
per la produzione possono essere naturali”.
Di diverso parere è Riccardo Anouchinsky,
responsabile Icea (Istituto per la Certificazione © Ufficio Stampa CFS / Settore Audiovisivi
Etica ed Ambientale) per l’Armonizzazione dei
disciplinari cosmetici. “L’unico procedimento uti-
lizzato per produrre la saponetta naturale è la
saponificazione, procedimento vecchio centinaia
di anni e quindi “storicamente tollerato”: da una
fonte di grasso, come l’olio di mandorla o di
oliva, tramite la saponificazione si arriva ad un
sapone naturale che la nostra pelle tollera per-
fettamente. Non è un caso che, di fronte a
problemi cutanei, il primo consiglio che dà il
dermatologo è quello di ricorrere ai saponi natu-
rali e di evitare qualsiasi detergente di tipo
industriale”. Anouchinsky non se la sente di cri- Facciamo in casa
minalizzare l’industria se alla base usa prodotti
“buoni”. Nei detergenti, al sapone naturale viene il sapone
sostituito un tensioattivo, prodotto di sintesi chi-
mica. Ora, la grande industria ne usa di vario er contribuire alla salvaguardia del-
genere, più o meno costosi, più o meno tollera- l’ambiente è anche possibile produrre
ti. È chiaro che migliore è la composizione, P in casa tavolette di sapone attraverso
migliore è il prodotto. due metodi, quello a caldo e quello a freddo.
Per chi ha voglia di divertirsi o semplicemen-
Ci sono poi rari casi in cui i formulatori riescono
te di imparare una delle arti più antiche della
a mantenere la fonte naturale (oliva o mandorla, nostra tradizione può consultare il sito inter-
per esempio) ma sono ancora casi rarissimi. La net www.ilmiosapone.it. Qui troverà a
domanda, infine è: quale è la migliore garanzia
disposizione tutte le informazioni necessarie
che può avere il consumatore? “Usare prodotti per personalizzare il proprio sapone con
certificati naturali o biologici perché in questo forme, colori o profumi inusuali. E chi voles-
caso il tensioattivo deve avere la parte principa- se invece imparare a fare il sapone può farlo
le naturale, ovvero la fonte naturale deve seguendo dei corsi nelle erboristerie o in
costituire la maggior componente della base di agriturismo: un buon indirizzo in Umbria è
partenza. Stiamo cercando di rendere obbligato- Villa della Cupa (www.villadellacupa.com),
un’azienda agrituristica vicino Nocera
rio questo procedimento anche nel settore
Umbra.
industriale” conclude Anouchinsky.
Il Forestale n. 47 - 35

