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della sicurezza alimentare oltre che in applicazione
della Convenzione di Washington, che regolamenta
l’uso di parti e prodotti derivati da specie protette
(ampiamente impiegate nella medicina cinese), ha
deciso, utilizzando anche importanti informazioni pro-
venienti dal mondo della ricerca e da fonti proprie di
intelligence, di partire proprio da Napoli, uno dei porti
di ingresso più importanti d’Europa dei prodotti cinesi.
E ha adottato una formula rivelatasi vincente, quella
della multidisciplinarietà dell’intervento che ha per-
messo a pattuglie composte da esperti di polizia
giudiziaria, del Nucleo Naf e della Cites del Corpo fore-
stale, da ispettori delle Asl, della Polizia Annonaria e
della Provincia di Napoli, di operare in sinergia assicu-
rando gli accertamenti su tutta la gamma delle leggi e
regolamenti in tema di sicurezza alimentare.
Latte killer?
Il risultato è stato il sequestro di tonnellate di prodot-
ti alimentari irregolari tra cui alcuni (latte, bevande al
latte e prodotti contenenti latte ) sospetti di contenere
la micidiale melamina. Sarà compito del ministero
della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, rilevare
la presenza effettiva di sostanze nocive alla salute e
adottare i provvedimenti di competenza. A prescinde-
re dal pericolo melamina, i controlli della Forestale
hanno permesso di evidenziare un problema, forse
sino quel momento mai affrontato in maniera massic-
cia e capillare, legato al potenziale rischio per la
salute pubblica della diffusione e somministrazione di
alimenti di origine e contenuto incerti e spesso peri-
colosi.
Carni surgelate, farine, riso, prodotti confezionati o
grezzi contenenti latte in polvere con provenienza
Cina, mantenuti in condizioni inidonee o con scaden-
ze contraffatte o non riportanti le prescritte etichette
che garantiscono la famosa tracciabilità del prodotto
e dei suoi ingredienti sono state sequestrate e molte
avviate alle analisi di rito presso i competenti Istituti
Zooprofilattici anche grazie all’intervento delle Asl. È
necessario difendere i consumatori, siano essi cinesi
o italiani, da pericoli nascosti nel cibo. Peraltro, sino
all’80 per cento dei consumatori del settore gastrono-
mico (ristoranti etnici, negozi) ed erboristico cinese
sono occidentali.A questo proposito lo stesso ministro
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca
Zaia, presente all’Operazione di Napoli, ha invitato la
stessa comunità cinese a fare fronte comune contro
quelle che ha definito senza giri di parole “agropirate-
rie” , frodi e crimini contro la salute dei bambini e
delle famiglie.

