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Il Mazharòl
utto vestito di rosso compreso il berretto e
la faccia da bambino. Così si presenta il
T mazharòl, gnomo di cui si racconta la storia
in Veneto, nei boschi del Cansiglio. Aveva sempre
una mazzetta con sé, con la quale batteva sulle
radici dei faggi per far sentire a chi passava che
nel bosco c’era anche lui, così i visitatori doveva-
no attraversarlo in silenzio, senza disturbare gli
animali, suoi amici.
Il mazharòl veniva considerato un po’ il tutore
della serenità della foresta: per chi trasgrediva
alle regole della natura erano guai. Faceva loro
perdere l’orientamento, lasciando sul terreno le
“baleghe” ovvero le orme.
Si racconta che qualcuno abbia dovuto cammina-
re giorni e giorni prima di uscire dalla foresta e di
molte persone inoltratesi tra le faggete del
Cansiglio non si ha più notizia.
Le mamme un tempo descrivevano questo perso-
naggio misterioso ai propri figli per non farli
allontanare troppo e rischiare che si perdessero
nel bosco seguendo il “troi” cioè il sentiero, trac-
ciato dal mazharòl.
(da “La casa fatta a magia e altre storie”, a cura
della Scuola primaria di Tambre, Belluno –
Kellermann editore)
E dopo la riuscita esperienza del sentiero degli
gnomi anche i più anziani del paese e del vici-
no contado hanno superato la vergogna di
essere derisi e cominciano a parlare. Dalle pie-
ghe di ricordi lontani riaffiorano storie ed
esperienze bellissime anche più coinvolgenti di
quelle che Ersilia e Villiam hanno pubblicato in
una serie di avvincenti volumi di fiabe.
È forse questo l’aspetto più interesante di tutta
la vicenda. Ormai spenti i riflettori mediatici che
portarono a Bagno di Romagna giornali e tele-
visioni da tutto il mondo, rimane la serenità di
una comunità oggi più aperta al sogno e al
rispetto per la natura. Qui infatti se entrando in
un bar direte di aver visto uno gnomo o una
fata nessuno vi darà del matto, al massimo qual-
cuno con un sano scetticismo vi chiederà dove
e quando è avvenuto il fortunato incontro.
Pare infatti che imbattersi in una di queste crea-
ture riservi fortuna e lasci un gradevole senso di
benessere. Ne è convinto ormai anche Sante
Mazzoli, ispettore a riposo del Corpo forestale
dello Stato, originario della zona e per tanti anni
comandante della stazione forestale di Bagno di
Romagna. Fortemente scettico ed incredulo
quando cominciarono a piovere le prime segna-
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