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mediamente da 40.000 a 50.000 persone       La natura, antica alleata dell’uomo
                        visitano la Riserva. Il Centro Visitatori è  spesso derubata dei suoi più preziosi
                        aperto al pubblico tutte le domeniche da    tesori, ha stipulato qui un nuovo patto di
                        Pasqua al primo novembre, i fine            reciproco rispetto. Il museo del territorio,
                        settimana dei mesi di giugno e settembre    in corso di allestimento, sarà un percorso
                        (10.00-17.00) e tutti i giorni da giugno a  tra passato e presente, a testimoniare
                        settembre (9.00-19.00). Sono possibili      come le profonde trasformazioni del
                        visite libere e guidate in qualsiasi periodo  tempo abbiano comunque permesso di
                        dell’anno su prenotazione. (Tel.            mantenere un legame tra evoluzione del
                        0583.619002 – Fax 0583.60904)               paesaggio, cultura e turismo naturalistico.


                                                                          C Caarrttaa dd’’iiddeennttiittàà
                                                                          Ordine: Carnivori
              à  à  à  à                                                  Famiglia: Ursidae
                                                                          Genere: Ursus
              t  t  t  t                                                  Lunghezza testa-corpo:170-250 cm
                                                                          Lunghezza coda: 6-14 cm
              i  i  i  i                                                  Altezza alla spalla: 90-110 cm
                                                                          Peso del maschio: 70-300 Kg
              s  s  s  s                                                  Peso della femmina: 50-150 Kg
                                                                          Età massima: 25-35 anni
              r  r  r  r                                                  Maturità sessuale: 4-7 anni
                                                                          Periodo riproduttivo: aprile-luglio
              e  e  e  e                                                  Periodo parto: dicembre-gennaio
                                                                          Habitat: foreste alternate da radure
              v  v  v  v                                                  e pascoli
                                                                          Abitudini: diurno e notturno, attivo
              i  i  i  i  specialmente la sera. Solitario, pacifico verso gli altri animali se il cibo è sufficiente, nuota e
              d  d  d  d  Alimentazione: onnivoro, predilige bacche, frutti, radici, tuberi, germogli, miele, insetti, uova.
                          si arrampica bene. Ama riposarsi in comodi e soffici giacigli.
                          Si nutre anche di carogne. A volte può predare pesci e alcuni mammiferi.
              o  o  o  o  Riproduzione: i maschi e le femmine restano insieme solo per il periodo riproduttivo e
                          l’accoppiamento avviene da aprile a luglio; la fecondazione si verifica all’incirca ogni 3 anni;
              i  i  i  i  la gestazione è di 6-7 mesi; la gravidanza vera e propria è di 8-10 settimane; la nascita si
                          svolge nella tana tra dicembre e gennaio.
              b  b  b  b  L’orso bruno e l’uomo: allo stato selvatico l’orso bruno è generalmente molto timido e si
                          tiene lontano dall’uomo. Assai difficile da vedere, può essere potenzialmente pericoloso
                          se disturbato e se vengono minacciati i piccoli. In Italia è particolarmente protetto dal 1939.
                          L L’’oorrssoo bbrruunnoo iinn GGaarrffaaggnnaannaa
                          L’esistenza dell’orso in Garfagnana è testimoniata dai nomi di molte località (Costa dell’orso,
                          Canale dell’orso, Buca dell’orso) e in un diffuso detto popolare: “menare l’orso a Modena”
                          che è come dire "fare una cosa ritenuta quasi impossibile". Il riferimento riguarda il Duca
                          d’Este, sovrano di queste terre, che ogni anno pretendeva fosse catturato e poi condotto
                          a corte un orso vivo. Questa vicenda è sostenuta anche dagli scritti del poeta modenese
                          Alessandro Tassoni e da uno specifico contratto firmato a Ferrara il 28 luglio 1451, che
                          recita: “Li homini di Soraggio”, frazione del comune di Sillano, “hanno da dare ogni anno al
                          nostro Duca orsi uno” per l’uso dei pascoli e dei boschi “dicti de Cipola e Alpe di Fazòla”,
                          località ai confini con l’Emilia. Una volta catturato, l’animale veniva effettivamente portato
                          a Modena e da lì a Ferrara, dov’era mostrato in occasione di ricorrenze, nozze e battesimi,
                          per poi essere messo all’ingrasso e quindi destinato alle cucine della Corte. Un’usanza che
                          contribuì certamente a far scomparire gli orsi da queste montagne.
                          Nel novembre 1992 tre orsi, due femmine di 3 anni e 9 mesi e un maschio di 17 anni, sono
                          stati immessi in un recinto costruito appositamente per loro, dotato dei necessari dispositivi
                          di sicurezza, di tronchi, vasche e nicchie per il riposo, collocato in un’area strettamente
                          vigilata nella Riserva Naturale dell’Orecchiella. Gli animali provenivano dal Giardino Zoologico
           Il Forestale n. 38/2007  realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Livorno e l’Ufficio Territoriale per la
                          di Livorno, dove vivevano in cattività. Il piano per il loro ambientamento nella Riserva è stato
                          Biodiversità di Lucca del Corpo forestale dello Stato, che ha curato l’iniziativa nell’ambito
                          dell’Azienda Faunistica Pilota.
                          Oggi il numero di esemplari che convive in piena tranquillità è arrivato a sette, risultato del
                          lavoro di accoglienza e sperimentazione di questi anni.




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