Page 38 - Il Forestale n. 38
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mediamente da 40.000 a 50.000 persone La natura, antica alleata dell’uomo
visitano la Riserva. Il Centro Visitatori è spesso derubata dei suoi più preziosi
aperto al pubblico tutte le domeniche da tesori, ha stipulato qui un nuovo patto di
Pasqua al primo novembre, i fine reciproco rispetto. Il museo del territorio,
settimana dei mesi di giugno e settembre in corso di allestimento, sarà un percorso
(10.00-17.00) e tutti i giorni da giugno a tra passato e presente, a testimoniare
settembre (9.00-19.00). Sono possibili come le profonde trasformazioni del
visite libere e guidate in qualsiasi periodo tempo abbiano comunque permesso di
dell’anno su prenotazione. (Tel. mantenere un legame tra evoluzione del
0583.619002 – Fax 0583.60904) paesaggio, cultura e turismo naturalistico.
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Ordine: Carnivori
à à à à Famiglia: Ursidae
Genere: Ursus
t t t t Lunghezza testa-corpo:170-250 cm
Lunghezza coda: 6-14 cm
i i i i Altezza alla spalla: 90-110 cm
Peso del maschio: 70-300 Kg
s s s s Peso della femmina: 50-150 Kg
Età massima: 25-35 anni
r r r r Maturità sessuale: 4-7 anni
Periodo riproduttivo: aprile-luglio
e e e e Periodo parto: dicembre-gennaio
Habitat: foreste alternate da radure
v v v v e pascoli
Abitudini: diurno e notturno, attivo
i i i i specialmente la sera. Solitario, pacifico verso gli altri animali se il cibo è sufficiente, nuota e
d d d d Alimentazione: onnivoro, predilige bacche, frutti, radici, tuberi, germogli, miele, insetti, uova.
si arrampica bene. Ama riposarsi in comodi e soffici giacigli.
Si nutre anche di carogne. A volte può predare pesci e alcuni mammiferi.
o o o o Riproduzione: i maschi e le femmine restano insieme solo per il periodo riproduttivo e
l’accoppiamento avviene da aprile a luglio; la fecondazione si verifica all’incirca ogni 3 anni;
i i i i la gestazione è di 6-7 mesi; la gravidanza vera e propria è di 8-10 settimane; la nascita si
svolge nella tana tra dicembre e gennaio.
b b b b L’orso bruno e l’uomo: allo stato selvatico l’orso bruno è generalmente molto timido e si
tiene lontano dall’uomo. Assai difficile da vedere, può essere potenzialmente pericoloso
se disturbato e se vengono minacciati i piccoli. In Italia è particolarmente protetto dal 1939.
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L’esistenza dell’orso in Garfagnana è testimoniata dai nomi di molte località (Costa dell’orso,
Canale dell’orso, Buca dell’orso) e in un diffuso detto popolare: “menare l’orso a Modena”
che è come dire "fare una cosa ritenuta quasi impossibile". Il riferimento riguarda il Duca
d’Este, sovrano di queste terre, che ogni anno pretendeva fosse catturato e poi condotto
a corte un orso vivo. Questa vicenda è sostenuta anche dagli scritti del poeta modenese
Alessandro Tassoni e da uno specifico contratto firmato a Ferrara il 28 luglio 1451, che
recita: “Li homini di Soraggio”, frazione del comune di Sillano, “hanno da dare ogni anno al
nostro Duca orsi uno” per l’uso dei pascoli e dei boschi “dicti de Cipola e Alpe di Fazòla”,
località ai confini con l’Emilia. Una volta catturato, l’animale veniva effettivamente portato
a Modena e da lì a Ferrara, dov’era mostrato in occasione di ricorrenze, nozze e battesimi,
per poi essere messo all’ingrasso e quindi destinato alle cucine della Corte. Un’usanza che
contribuì certamente a far scomparire gli orsi da queste montagne.
Nel novembre 1992 tre orsi, due femmine di 3 anni e 9 mesi e un maschio di 17 anni, sono
stati immessi in un recinto costruito appositamente per loro, dotato dei necessari dispositivi
di sicurezza, di tronchi, vasche e nicchie per il riposo, collocato in un’area strettamente
vigilata nella Riserva Naturale dell’Orecchiella. Gli animali provenivano dal Giardino Zoologico
Il Forestale n. 38/2007 realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Livorno e l’Ufficio Territoriale per la
di Livorno, dove vivevano in cattività. Il piano per il loro ambientamento nella Riserva è stato
Biodiversità di Lucca del Corpo forestale dello Stato, che ha curato l’iniziativa nell’ambito
dell’Azienda Faunistica Pilota.
Oggi il numero di esemplari che convive in piena tranquillità è arrivato a sette, risultato del
lavoro di accoglienza e sperimentazione di questi anni.
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