Page 39 - Il Forestale n. 38
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Imbracciare un’arma da caccia e sparare a piattelli dalle traiettorie imprevedibili o a
sagome di cinghiale in cartone. Ora si può. Se ne occupa la Federazione Italiana
Discipline Armi Sportive da Caccia.
di Mauro De Biagi
a FIDASC, nata il 1˚ gennaio 2001 ed approvata dal CONI il 12 novembre dello stesso
anno, ha suscitato paradossalmente molte perplessità tanto nell’ambiente dei
L cacciatori, quanto in quello dei più viscerali e acerrimi nemici di questa millenaria
attività umana. I primi la vedevano come una specie di surrogato, quasi un epitaffio alla
scomparsa della vera attività venatoria; i secondi, da parte loro, argomentavano che
l’apparizione di questa nuova federazione non fosse nient’altro che il rientro – dalla porta
– della caccia nel Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dopo essere stata buttata fuori
dalla finestra.
Come però spesso accade, né gli uni né gli altri avevano ragione. E il tempo, pur breve, di
vita della neonata federazione è riuscito a sgombrare il campo da tutte le previsioni più s
pessimistiche. Non solo, ma le nuove discipline sportive della Federazione (Cinofilia,
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Percorso di Caccia Itinerante, Tiro a Palla e Tiro di Campagna) hanno confermato la p
presenza di numerosissimi atleti, soprattutto giovani e donne, che stanno conquistando
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allori prestigiosi in molte competizioni internazionali. Attualmente gli atleti che praticano
attivamente le discipline federali sono oltre 12.000, distribuiti su tutto il territorio nazionale o
e in particolare in Lombardia, Toscana, Umbria, Campania e Calabria, regioni con una
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struttura ormai collaudata e con un numero di manifestazioni e di atleti assai elevato. Sulla r
scia di questo entusiasmante bilancio sportivo e tecnico, il nostro Paese è stato
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incaricato di organizzare, nel corso del 2006, due importanti manifestazioni come il 39° t
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Campionato Europeo di Percorso di Caccia Itinerante e la 1ª Coppa del Mediterraneo di
Cinofilia, entrambe contraddistinte da un successo davvero lusinghiero.
Infine, ci sembra assolutamente doveroso sottolineare l’aspetto, per così dire,
ambientalista che caratterizza la pratica di queste discipline: “Questa è una caratteristica
della quale siamo particolarmente orgogliosi – afferma il Presidente Felice Buglione. Le
nostre discipline sportive, infatti, non intervengono in maniera traumatica sull’ambiente.
Non lo deformano, non lo adattano alle loro esigenze; non operano cambiamenti più o
meno significativi. Al contrario, si inseriscono nel territorio, adattandosi alle sue
caratteristiche; lo utilizzano, ma non lo trasformano. In altre parole, beneficiano
temporaneamente delle varie caratteristiche idrogeologiche, orografiche,
© FIDASC Il Forestale n. 38/2007
Le discipline della FIDASC si inseriscono nel territorio adattandosi alle sue caratteristiche idrogeologiche, orografiche,
paesaggistiche e faunistiche, senza danneggiarle.
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