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cultura
ECOLOGIA FRANCESCANA
Il Santo dell’Umbria sapeva comunicare con uccelli e pesci, unito a flora
e fauna da un’innata armonia. Oggi forse si estremizza quest’aspetto e si vede
in lui un precursore dell’odierna etologia ed ecologia, ma il messaggio verso
il rispetto per la natura rimane forte e quanto mai attuale
N el novembre del 1979 Giovanni Paolo II nomi- nano in armonia con la natura, come insegnato da Fran-
na San Francesco d’Assisi Patrono degli ecolo-
cesco, o francobolli commemorativi uruguayani, dove il
gisti. Venticinque anni dopo la proclamazione lupo ammansito porge la zampa al Santo. Tra le nume-
è difficile parlare del suo ruolo, data l’imponente bi- rose fondazioni ne segnaliamo una: “Sorella Natura”,
bliografia sul rapporto del Santo con la natura. Vi è sta- la quale legata al Sacro Convento d’Assisi, raduna espo-
ta una vera e propria reinassance della “filosofia della nenti del parlamento ed alte cariche istituzionali ed
natura” francescana, ed alla luce dei precetti ecologisti, “opera in Italia e nel mondo per la cultura, la tutela e l’e-
o presunti tali, dell’Assisate, si sono moltiplicate le di- ducazione ambientale secondo la concezione cristiana
mostrazioni concrete di condivisione del suo pensiero. di S. Francesco d’Assisi”. Ciò conferma che la figura di
Sono sorte riviste, associazioni, centri di studio, fino a S. Francesco è grande non tanto per il suo carisma e per
comunità religiose dei Paesi Bassi che vivono e funzio- le atipiche vicende, quanto per gli effetti prodotti dal
suo esempio, per il rinnovamento morale scaturitone ed
il suo perdurare nel tempo; di grandioso non c’è solo
San Francesco ma il francescanesimo, come nascita di
un atteggiamento spirituale sinonimo di povertà, co-
munione e gioiosa meraviglia nei confronti del creato,
che irradia ancora il calore del suo messaggio a distan-
za di secoli.
L’eccezionalità del “poverello” d’Assisi sta nell’aver
saputo coniugare in sé un’esemplarità non solo spiritua-
le e religiosa, bensì etica, morale, civile e, in questo spe-
cifico caso, ambientale. Il confronto con il suo modello
da parte di centinaia di studiosi, poeti, o persone comu-
ni, si è risolto a volte negativamente in una strumenta-
lizzazione di una figura facilmente adoperabile da più
fazioni. In modo particolare dagli anni Settanta si lega
San Francesco alla moderna ecologia, alla chiaroveg-
genza con cui avrebbe intuito dove portava lo sfrutta-
mento della natura e d’ogni forma di vita, ricordando a
tutti, come risposta, la semplicità dei bisogni umani. Ciò
è contenuto tra le righe del suo messaggio, ma non fu im-
maginato con così tanta limpidità ed esattamente in que-
sti termini. L’amore per la natura ha marcato la sua per-
sona a fondo, ma non è giunto a teorizzare né l’ecologia,
né una subordinazione di tutte le forme culturali ad un
Assoluto, superiore all’uomo, identificabile con la terra
o le interazioni tra uomo ed ambiente. Francesco ama la
natura seguendo le posizioni teologiche e vede in essa il
segno di Altro: il Creato ai suoi occhi era innanzitutto la
visione di Dio, e quindi conoscenza.
È però noto che la vita del Santo d’Assisi è stata, più
d’ogni altra agiografia, intessuta di eventi che lo legano
al creato e specialmente agli animali; lo testimoniano i
Fioretticon i brani sul lupo di Gubbio, la predica agli uc-
celli o la liberazione delle tortore. Oltre le idealizzazio-
ni poetiche o semplicistiche considerazioni sul tema, in
San Francesco ha saputo coniugare in sé un’esemplarità non solo spirituale
e religiosa, bensì etica, morale e soprattutto ambientale. questi racconti moraleggianti si trovano buoni principi
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