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religione


































          “Allora esulteranno tutti gli alberi delle selve dinanzi al Signore, perché è  “Uscì Noè, e con esso i figliuoli di lui... e tutti ancor gli animali, le bestie, e
          venuto; perché venuto egli è a governare la terra”. (Salmo 95,12)  i rettili”. (Gen. 8,18-19)
          Giotto (c. 1266-1337) - Padova - Cappella degli Scrovegni  Monreale - Duomo - Navata Maggiore




                                 GLI ANIMALI VISTI DAI PADRI DELLA CHIESA

            Quale rapporto hanno gli animali con l’uomo, secondo le Sacre Scritture? “L’uomo e veramente tale quando
            è in relazione, e gli animali, anche’essi plasmati dalla terra, vengono posti in relazione a Lui che a essi dà
            nome”. Parola di Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, che ha scritto “Uomini e animali”,
            (edizioni Qiqajon, 98 pp., £ 10.000), nel quale prende in esame i testi dei padri della Chiesa e l’attenzione
            che riservano agli animali. “L’uomo ha qualcosa di ogni creatura. Ha infatti in comune: l’esistere con le pietre,
            il vivere con gli alberi, la sensibilità con gli animali... Il vangelo è perciò predicato ad ogni creatura anche
            quando annunciato solo all’uomo...” scrive, ad esempio, Gregorio Magno. La vita stessa degli animali è fonte
            d’ispirazione per i Padri della Chiesa che li portano, ad esempio, per gli uomini. Tutti gli animali, anche i più
            umili, vengono presi in considerazione. Girolamo, per esempio, cita le formiche: “... la cosa più straordinaria
            era che, in tutto quel brulicare, chi usciva non era d’impaccio a chi entrava; se vedeveno una compagna
            caduta sotto il carico o un fardello, si facevano sotto con le spalle per aiutarla”. Anche gli animali, sostiene
            Bianchi, sono in relazione con Dio che li ha creati, anche se usano linguaggi a noi incomprensibili. In quanto
            creature divine, “gli animali possiedono un riflesso di Dio, un bagliore che, per quanto piccolo, è necessario
            alla contemplazione del tutto”. L’intera Creazione è dunque messaggera di Dio per chi la sa osservare. Certo
            gli animali non hanno l’anima, ma la Chiesa, in un documento ufficiale, ha riconosciuto loro questo “bagliore”
            chiamandolo “soffio divino”.
            Questo riconoscimento è certamente un contributo a rivedere la concezione spiccatamente antropocentrica
            della Bibbia, a porci in maniera diversa nei confronti degli animali. Le traduzioni, come spesso avviene, tradi-
            scono; kavash che è stato tradotto nella Genesi come “soggiocare” andrebbe letto secondo, Bianchi, come
            “guidare, governare”. Il comandamento sarebbe quindi governare la Terra, condurre i pesci, gli uccelli e ogni
            essere vivente e non opprimerli. Il rapporto tra uomo è animale, dunque, pur non essendo paritario, non è
            neanche tra oggetto e soggetto.
            L’uomo, è vero, dà il nome all’animale ma questo è comunque un altro soggetto che presta lui aiuto e di cui
            l’uomo ha bisogno. Bianchi, per descrivere il rapporto tra uomo e animali nella Genesi, parla di cocreatulità:
            “Ogni creatura è buona - dice la Genesi - ed è solo solidalmente che tutte le creature animate sono benedet-
            te e ricevono in dono la terra”.
            Uno dei padri della Chiesa citati nel libro, Dionisi Areopagita, dice che “neanche negli animali privi di ragione
            esiste il male”. Peccato che nell’uomo il male esista e venga manifestato anche contro gli animali. Gli episodi
            della vita di San Francesco, raccontati anche in “Uomini e Animali” attraverso le parole di Tommaso di
            Celano, rimangono purtroppo un unicum nella tradizione cristiana.





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