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storia e tradizioni
stevano sul terreno piantati all’e- tità di materiale compatibile con la
poca dell’intervento. Bene inteso - loro evoluzione senza provocare
continua - che la piantagione si danni.
conservi in buono stato per la Nel 1826, venne emanata una
durata di detto tempo”. legge rigorosissima, la n. 967,
Successivamente, norme specifiche valida su tutto il territorio del
per il funzionamento delle ferriere Regno, tranne che sul Tavoliere
consentivano ai militari delle guar- delle Puglie e nelle Regie Sile
nigioni di comminare severissime Calabresi.
pene per ogni albero giovane Protezione significava, però, anche
tagliato in fraudolenza, oppure per salvaguardia del patrimonio nazio-
aver appiccato il fuoco al bosco. E nale. Essa mirava soprattutto ad
ancora, “saranno applicate sanzioni evitare i disboscamenti, il dissesto
a chi estirpi arboscelli o recida idrogeologico, la consrvazione e
alberi di avanzo per l’inseminazio- l’evoluzione naturale dei boschi Timbro di carteggio della Direzione della ferrie-
ne”. Era proibito tagliare spineti e esistenti. Pene severissime erano ra di Mongiana. 1870 circa (ASCZ)
roveti e sfoltire i cespugli in quan- previste per chi fosse stato sorpre-
to culle e riparo dal vento per i gio- so a “violentare, distruggere e una corona), marcavano gli alberi
vani germogli e gli animali. appiccare il fuoco alle selve”. con un punzone che imprimeva su
In sintesi, il bosco, doveva essere Questa legge forestale di estrema legno vivo la lettera M, (come ini-
sorvegliato nella crescita favoren- modernità, aveva ottenuto i suoi ziale di Mongiana), ed il bollo,
do il corso della natura e, alla tre- scopi. E che le foreste a quei tempi recita la legge, veniva apposto con
gua di un giardino, intervenendo erano rispettate lo dimostra lo cerimonia ufficiale prendendone
solo ove necessario.Un moderno stesso Giordano nelle relazioni nota in apposito verbale.
trattato di selvicoltura naturalistica della famosa “commissione” che, Un’attentione diversa, per le vicen-
non potrebbe prevedere di più e purtroppo, segnò la fine della fer- de del bosco, era contenuta nelle
meglio per la salvaguardia del- riera di Mongiana. prime leggi forestali unitarie, le
l’ambiente. La sezione di bosco da recidere quali, plasmate sulla legge sarda
Nel 1813 viene varata una normati- era tracciata ogni anno dalle guar- del 1833, conterrano principi dia-
va specifica per il ripristino e l’uti- die forestali previo parere degli metralmente opposti a quelli della
lizzazione controllata delle nuove organi superiori. legge napoletana.
foreste. La legge introduce per la Le guardie, agli ordini di un uffi- Si ripropose identica sul continente
prima volta, ed è tuttora in vigore, ciale, si recavano per tempo sul una legge nazionale che aveva
la necessità della pianificazione dei posto, in armi ed uniformi, (di creato qualche valtaggio alle popo-
tagli. Oggi vengono chiamati piani panno blu, polsini e colletto rosso, lazioni della Sardegna che registra-
di gestione e consentono, come bottoni di metallo bianco con il va un contesto forestale del tutto
allora, di prelevare dal bosco quan- giglio borbonico sormontato da particolare.
E mentre si chiudevano le ferriere,
l’applicazione delle Regie Patenti
Albertine o norme analoghe,
cominciavano ad essere fatali per
molti boschi, sacrificati sull’altare
del rapido e facile guadagno.
I principi della legge napoletana
furono per fortuna ripresi nel 1923
dal SERPIERI, il quale, con una
legge nazionale tuttora in vigore,
ripristinò norme e regole per la
tutela del bosco e, soprattutto, del
territorio collinare e montano attra-
verso l’istituzione del vincolo idro-
geologico. Grazie a questa conti-
nuità ed all’impegno del Corpo
Forestale dello Stato, dal periodo
Borbonico ad oggi, i boschi di
Mongiana, delle Serre e della
Calabria, sono ancora ben conser-
vati.
Mongiana (VV) “Fonderia borbonica” (1908 c.a.) VINCENZO CARACCIOLO
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