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1996-2006: dieci anni di eolico in Italia
a decrescere, mantenendo tale tendenza fino ad oggi. D’altra parte, le
previsioni odierne della stessa ANEV per il 2012, sopra citate, confer- FOCUS
mano l’acquisizione di questo dato limite con l’ammissione di una pro-
duttività media stimata per il settore eolico di 1.790 ore equivalenti (e
ciò nonostante l’ipotesi del completo rinnovo degli impianti più vecchi
con nuovi e più efficienti aerogeneratori). Quindi la remunerazione ef-
fettiva degli impianti è stata più bassa di quanto preventivato. La conse-
guente revisione dei bilanci preventivi d’impresa, fatta a fronte, da un
lato, delle incentivazioni del CIP6 e, dall’altro, dei dati acquisiti in cam-
po circa la produttività dei siti, ha consigliato prudenza nell’installazio-
ne di nuovi impianti. Ed ecco spiegata la stasi.
2002: i Certificati Verdi e i benefici economici - Nel 2002 la situazione
cambia decisamente. I Decreti ministeriali, quello del marzo 1999 ed il
successivo di novembre, hanno recepito la Direttiva europea del
1996/92 ed hanno istituito il meccanismo d’incentivazione per l’ener-
gia elettrica da eolico, utilizzando lo strumento dei Certificati Verdi
(CV). In pratica, ogni anno, la produzione elettrica rinnovabile è sud-
divisa in pacchetti da 100 MWh ciascuno (portati oggi a 50 MWh) a
cui è associato 1 CV, il cui valore è fissato in base ad un prezzo d’asta
con livello base determinato dal GSE. Il 2002 è stato l’anno di parten-
za della contrattazione dei CV nella Borsa Elettrica ed il prezzo è stato
di 8,418 centesimi di euro per kWh. Il decreto inoltre stabiliva altri be-
nefici per l’elettricità rinnovabile, tra cui la precedenza nel dispaccia-
mento e l’obbligo del 2% (oggi portato al 3%) di elettricità rinnovabi-
le. Tali provvedimenti si traducevano, in pratica, sia nella garanzia della
collocazione di tutti i CV emessi, sia nella sicurezza della vendita al
GES di tutti i kWh prodotti.
Pertanto, a partire dal 2002, i nuovi impianti eolici hanno potuto
vendere il kWh al prezzo d’acquisto della rete (nella fattispecie a 5,712
centesimi nel 2002 come definito dall’AEEG, Relazione Annuale 2002,
p. 155) ed aggiungere a tale ricavo 8,418 centesimi dei CV. In definitiva 8
si è realizzato un ricavo di 14,13 centesimi per kWh. Il costo di produ- n.
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zione del kWh in quel periodo era leggermente più alto che oggi, dato III
che il costo degli aerogeneratori era più alto. In ogni caso, tale costo
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