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1996-2006: dieci anni di eolico in Italia
I commenti
Periodo 1995-2001 - Si è visto nella Fig. 1 che il prezzo attuale degli
FOCUS
aerogeneratori porta alla competitività del costo del kWh prodotto an-
che in assenza d’incentivazioni pubbliche, purché gli aerogeneratori sia-
no installati in siti con ventosità adeguata. L’esistenza di tali siti in Italia
è stata accuratamente studiata e descritta nell’indagine condotta con-
giuntamente dall’ENEA e dal CESI, culminata nella redazione della
Mappa Eolica Italiana del novembre 2002. In questo studio, la produt-
tività dell’eolico nel territorio italiano è stata valutata classificandolo in
zone di uguale produttività. Per quanto abbiamo visto sopra, prima del-
l’avvento dei CV, i siti ritenuti sfruttabili erano quelli con produttività
superiore a circa 2000 ore equivalenti, in quanto il livello di competitivi-
tà era posto a circa 6 centesimi a causa dei bassi prezzi del petrolio di
quegli anni. Inoltre, gli impianti godevano delle incentivazioni del
CIP6, meno favorevoli dei CV. Tutto ciò significava che i siti favorevoli
si trovavano tutti sui crinali appenninici, ad altitudini di 900-1400 metri,
e in qualche zona costiera della Sicilia e della Sardegna.
Poiché in tali siti si presentavano condizioni di remunerazione, le
prime centrali eoliche sono state installate in quelle località.
Indubbiamente si trattava di un buon affare, perché la produttività degli
impianti, come si vede bene dal grafico di Fig. 2 (curva in nero), cresce-
va anno per anno, richiamando nuovi investimenti, tanto che la potenza
installata è aumentata esponenzialmente negli anni dal ’96 al 2001.
Quindi, lo sviluppo dell’eolico in Italia è partito in questo modo pro-
mettente. Però, a partire dal 2001 si è verificato un rallentamento della
crescita con un vero e proprio stallo nel 2002 (vedi la curva grigia). Per
spiegare questa fermata nello sviluppo sono state invocate alcune cau-
se, tra le quali la crescente opposizione locale all’insediamento degli im-
pianti. A mio avviso, anche se tale opposizione si è fatta viva e può aver
contribuito alla flessione, essa non ha mai costituito la ragione vera del-
la stasi, ragione che va invece ricercata analizzando la curva della pro-
duttività nella Fig. 2 (curva in nero). Infatti i dati mostrano che, in gene-
rale, i valori a consuntivo della produttività sono stati inferiori a quelli
attesi. I 2.000 kWh/kW non sono stati mai raggiunti dalla produttività
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media, che, nel 2002, ha raggiunto il picco di 1800 ore e poi ha iniziato
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