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Per una critica estetica degli alberi di Roma
considerare l’albero per le sue importanti funzioni primarie (ossigena-
zione, termo-evapotraspirazione, ombra, capacità di trattenere il terre-
no, produzione di frutti e legno, ecc.) lo prenda in considerazione come
fine estetico. Gli alberi al pari delle opere d’arte hanno dei loro codici,
dei contenuti (spesso impostati e modellati dagli uomini), una storia,
con lo spirito e l’essenza che li contraddistingue, che si accomuna a
quella di noi esseri umani e per questo possiamo pensare a considerare
un’estetica, e di conseguenza una critica, che li rappresenti.
Non ci sono alberi
L’albero non è solo un fattore ecologico, uti- belli ed alberi brutti.
le per l’ambiente fisico dell’uomo, è un elemento di Ma alberi che per tut-
cultura, di arte, di spiritualità… La differenza ta una serie di circo-
tra l’abitare e il vivere in una città è fatta anche stanze (spesso casuali)
dagli alberi. Si parla di riforme del nostro tempo: hanno acquistato de-
ebbene una riforma da fare è quella che tende alla terminati pregi estetici
civiltà dell’albero. ed altri invece che
messi nel posto sba-
Alfonso Alessandrini gliato o trattati dal-
l’opera dell’uomo in
maniera insensata (co-
me nel caso della capitozzatura) diventano degli insulti all’ordine esteti-
co della visibilità.
Negli anni scorsi è diventata cosa comune (con una serie di elenchi
ufficiali e di leggi che li proteggono) la nozione del termine albero mo-
numentale, che viene considerato tale, e quindi monumento, per quat-
tro caratteristiche che lo riguardano: l’età, la grandezza e l’altezza e il
portamento. Ma può un monumento essere soltanto una “cosa gran-
diosa”? o il termine monumento non può prescindere da una costru-
zione, un luogo o un manufatto dell’uomo che abbia particolare impor-
tanza per la cultura di un popolo? È un monumento l’Altare della
Patria, così come lo è la piana di Portella della Ginestra, o la breccia di
Porta Pia, un crollo in un muro, una recinzione posta a difesa di qualco-
sa (cosa molto comune durante i tempi e i secoli), ma di una storicità
fondamentale in quanto ha permesso la formazione dell’Italia. E così il
Anno
II
mandorlo di Villa Glori sotto il quale persero la vita in maniera eroica i
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