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La proprietà forestale


               cie animali a rischio d’estinzione (l’Orso bruno dell’Appennino centra-
               le) o di habitat dichiarati di interesse naturalistico dalla U.E.
                  Recentemente, con Decreto del Capo del Corpo, gli Uffici
               dell’A.S.F.D. hanno ceduto il passo ai nuovi Uffici centrali e periferici
               per la biodiversità, che devono essere armonizzati al perseguimento
               delle funzioni proprie della Legge di riordino del C.F.S.
                  Nelle tabelle 2 e 3 sono stati riportati, per ogni Ufficio della
               Biodiversità del C.F.S. , sia le loro principali attività, che l’ampiezza ter-
               ritoriale su cui le stesse attività si svolgono.
                  Quali le prospettive?
                  L’Amministrazione sta lavorando per dare compiutamente attuazio-
               ne alla Legge 36 del 2004, là dove dispone che sono trasferiti alle Regioni
               ed agli Enti locali le riserve naturali, nonché tutti gli altri beni che non risultino
               indispensabili ai fini dello svolgimento delle attività istituzionali del Corpo
               Forestale dello Stato.
                  Va però rimarcato come quasi tutti gli attuali beni demaniali, gestiti
               dalle nuove strutture del C.F.S., siano strettamente funzionali e stru-
               mentali all’assolvimento dei compiti istituzionali del stesso Corpo, per
               perseguire compiutamente le finalità della Legge 36/04, ovvero l’edu-
               cazione ambientale, l’attività addestrativa e formativa, l’attività di stu-
               dio, la conservazione della biodiversità animale e vegetale; basi queste
               fondanti i nuovi e riorganizzati Uffici per la biodiversità.
                  Sul trasferimento delle Riserve Naturali interne in tutto o in parte ai
               Parchi Nazionali, pari ad oltre 58.000 ettari, l’Amministrazione ha già
               avviato una opportuna interlocuzione col Ministero dell’Ambiente e
               con gli Enti Parco per verificare la possibilità di una fattiva collabora-
               zione tra i vari soggetti interessati, aventi tutti il comune obiettivo: la
               tutela ambientale.
                  Pare inoltre di indubbia importanza ampliare, d’intesa con il
               Ministero dell’Ambiente, la rete dei Centri Nazionali per lo studio e la
               conservazione della biodiversità forestale.
                  Conclusivamente si può affermare come il Corpo Forestale dello
               Stato si stia attrezzando nel miglior modo, per fronteggiare e soddisfa-
          A
          n
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               re i cambiamenti della società, le sfide incombenti, le crescenti e muta-
               te esigenze della nostra Comunità Nazionale.
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