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Breve panoramica sulle strategie UE volte a prevenire la produzione di rifiuti


               Ciò è dovuto soprattutto alla difficoltà di cambiare in breve
               tempo stili di vita, consumo e produzione fortemente radicati
               nella popolazione, sia ai costi apparentemente maggiori che le
               nuove misure necessarie a ridurre i rifiuti “prima che vengano
               prodotti” spesso richiedono. Questo ultimo elemento risulta di
               particolare importanza in un periodo di crisi generalizzata in
               cui, sia nella produzione che nel consumo, si tende a ridurre al
               massimo i costi (almeno apparenti) ed a massimizzare i risulta-
               ti nel breve periodo: entrambi caratteristiche che la prevenzione
               non sempre possiede. Il fatto che le strategie di riduzione dei
               rifiuti spesso generino nuovi redditi ed occupazione non sem-
               pre risulta evidente a prima vista, al pari della riduzione stessa
               dei rifiuti: la cui mancata produzione è spesso di difficile valu-
               tazione.
               Infatti, come avviene per altre strategie ambientali, quali quelle
               relative agli incendi boschivi o alla gestione forestale sostenibile,
               la prevenzione è spesso invisibile: richiede lunghi ed attenti
               tempi di esecuzione, spesso incompatibili con la visione politica
               locale, è trasversale a numerose altre politiche e, qualora funzio-
               na, non fa succedere nulla. Una discarica non costruita o un
               mancato inquinamento ambientale, infatti, non riempiono le
               colonne dei giornali o gli schermi delle televisioni, sono di diffi-
               cile stima e non colpiscono l’immaginario collettivo.
               Ciò non toglie che la politica di prevenzione dei rifiuti debba
               continuare ad essere propugnata dall’Unione europea, seguen-
               do principi comuni da attuare nel rispetto delle legislazioni e
               delle problematiche nazionali: perché è l’unico modo per evita-
               re vasti disastri e sperperi ambientali irreversibili prima che si
               verifichino.
               Con il tempo e con il crescere della consapevolezza dei suoi
               impatti positivi – riduzione dello spreco di risorse naturali desti-
               nabili ad usi più pregiati, maggiore salvaguardia della salute
               umana e riduzione delle spese mediche, incentivazione dei posti
               di lavoro collegati al settore del riuso e riciclaggio dei rifiuti – ed
               accompagnando sia misure di sensibilizzazione del pubblico che
               di ferma repressione delle violazioni ambientali, essa potrà rico-
               prire un ruolo di protagonista in un mondo sempre più affollato
               e sempre meno verde.


                                                           SILVÆ - Anno VII n. 15/18 - 157
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