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Pioppicoltura a turno di taglio breve per bioenergia e fitorimedio


                    acque reflue urbane ed da attività zootecniche, ricche d’elemen-
                    ti fertilizzanti (nitrati e fosfati), tanto più che la fitodepurazione
                    può avere un ruolo determinante a favore della redditività della
                    coltura. Esperienze positive, sia dal punto di vista tecnico che
                    economico, di fitodepurazione di liquami urbani e zootecnici
                    sono state condotte in paesi del nord Europa, dove la pratica è
                    oramai comunemente adottata nella gestione di piantagioni
                    commerciali Srf.


                    Somministrazione di reflui zootecnici
                    Il problema del corretto smaltimento dei reflui zootecnici sulle
                    superfici agrarie è di grande attualità a causa della Direttiva
                    Nitrati, che pone limiti molto rigorosi al carico di N sommini-
                    strabile ai terreni con limiti di 300 kg di N per ha e per anno; tale
                    valore si riduce a 170 Kg di N per le zone vulnerabili.
                    Per una corretta somministrazione dei liquami è necessario, in
                    primo luogo, impostare un adeguato calcolo del bilancio dell’N
                    che determina la dose di N da apportare (Nnex) in base all’a-
                    sportazione delle coltura (Na), ed alla disponibilità dell’elemen-
                    to sia residuale che da apporti naturali. La formula più frequen-
                    temente usata è la seguente:
                    Nnex= Na - (Np+Nm+Nr+No),
                    con Np che è l’azoto prontamente disponibile nel suolo, che in
                    genere è l’1% dell’azoto totale; Nm è la quota di azoto minera-
                    lizzato a partire dalla sostanza organica nel suolo; Nr è l’azoto
                    derivante dai residui della coltura precedente; No è la stima del-
                    l’azoto proveniente dalle concimazioni organiche antecedenti.
                    L’azoto apportato con i liquami dipende da due fattori principa-
                    li: il tipo di liquame e le modalità di applicazione. Il tipo di liqua-
                    me dipende a sua volta da fattori quali la specie di animali alle-
                    vati (bovini, suini, avi-cunicoli), il loro regime di stallatico, le
                    modalità di stoccaggio di conservazione dello stesso. Il liquame
                    bovino ha un valore medio di N percentuale sul tal quale di circa
                    l’1%. Ciò vuol dire che su di una tonnellata di liquame ci sono
                    mediamente 10 kg di N. Di questa quantità totale il 40% è N
                    minerale ad azione immediata, il 30% è N organico facilmente
                    mineralizzabile, il 30% è N organico residuale. Le modalità di
                    distribuzione del liquame dipendono dalle attrezzature disponi-


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