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I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella
ra i grandi problemi ambientali del pianeta assumono rilevanza i
cambiamenti climatici, la diminuzione della biodiversità e la
Tdesertificazione. Essi rappresentano aspetti della stessa questione
di fondo: lo sviluppo sostenibile, cioè la compatibilità dello sviluppo
socio-economico attuale dei popoli della Terra con le capacità ricettive
dell’ambiente e con le possibilità di sviluppo delle successive generazioni.
L’equilibrio complessivo del sistema Terra, fino a non molto tempo fa
omeostatico, cioè oscillante in modo reversibile entro i limiti delle capa-
cità naturali dell’ambiente, sta subendo, a causa delle attività umane, un
cambiamento irreversibile e, comunque, al di fuori dei naturali meccani-
smi omeostatici. 1
I cambiamenti climatici produrranno variazioni della quantità totale,
della frequenza e dell’intensità delle precipitazioni che influiranno sui
tempi di deflusso delle acque meteoriche e sull’intensificazione dei feno-
meni di siccità: al centro di queste modificazioni si ritrovano molto spes-
so le foreste. Se la limitazione idrica diventerà drastica ci potranno esse-
re variazioni dell’indice di area fogliare, dei tassi di accrescimento e della
composizione specifica delle comunità forestali. In conclusione, le piante
avranno a disposizione una maggiore quantità di CO ed una minore
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quantità di acqua.
A questi problemi si aggiunge anche l’aumento della popolazione mon-
diale: nei prossimi cinquant’anni la popolazione mondiale crescerà del
50%, passando dai 6,1 miliardi di abitanti del 2001 ai 9,3 miliardi del 2050.
Ma ad aumentare la loro popolazione saranno soprattutto i Paesi più pove-
ri: nei prossimi cinque decenni il totale degli abitanti dei 49 paesi meno svi-
luppati passerà da 668 milioni a 1,86 miliardi, quasi tre volte di più. 2
A questi problemi il nostro Paese risponde con un patrimonio di bio-
diversità tra i più ricchi d’Europa: infatti in Italia sono stati censiti oltre
il 30% delle specie animali e quasi il 50% della flora europea, su una
superficie decisamente ridotta (1/30 di quella continentale). Inoltre la
rete delle aree naturali protette italiane appare assai importante ed arti-
colata: 22 Parchi Nazionali, 105 Parchi Regionali, 149 Riserve Naturali
Statali, 20 Aree Marine Protette, 114 Riserve Naturali Regionali e 137
altre Aree Naturali Protette. In pratica una porzione di territorio pari al
10% circa della superficie italiana ospita 57.000 specie animali e 5.600
vegetali, con un movimento economico di 1 miliardo di Euro l’anno (dati
relativi all’anno 2004).
La Regione Abruzzo, in particolare, è parte integrante del progetto
APE – Appennino Parco d’Europa, che coinvolge 9 milioni di Ha di
1 United Nations Framework Convention on Climate Change - UNFCCC.
2 ONU, Rapporto 2001 sullo Stato della Popolazione Mondiale.
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