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LA BANCA DATI DELLE FORZE DI POLIZIA

      A tale scopo, i dati immessi vengono transitati, con frequenza settimanale,
in un database separato dalla banca dati operativa che, unitamente alle applica-
zioni per l’estrazione statistica, costituisce il Sistema di Supporto alle Decisioni
(SSD). Pertanto, questo insieme di informazioni rappresenta la “foto statistica”
della banca dati, sfalsata al massimo di sette giorni, rispetto alla reale situazione.
Il ritardo non è significativo rispetto al primario fine operativo delle forze di
polizia, di conseguenza, il dato memorizzato è ineccepibile.

      Anche per quanto riguarda lo “strumento statistico”, che potremmo defi-
nire la rappresentazione del “sistema criminale” del Paese, il ritardo è ininfluen-
te nella considerazione che lo SdI nasce come banca dati operativa e non stati-
stica, cui peraltro con sempre maggior frequenza si “piega”, delineando così
una più che precisa tendenza di massima delle fenomenologie criminali emer-
genti.

      Questa funzionalità, se saputa sfruttare, è estremamente preziosa per ogni
livello di analisi, dalla singola esigenza del più piccolo presidio di polizia a quelle
più complesse ad articolate dei vertici delle forze di polizia, laddove i fenomeni
devono essere analizzati su larga scala, per l’identificazione delle più efficaci
strategie di contrasto.

      In proposito, alcune difficoltà che frequentemente si verificano riguarda-
no l’esattezza, la tempestività di inserimento dei dati e, soprattutto, l’aggiorna-
mento dei medesimi a seguito delle attività di indagine che ampliano le infor-
mazioni a disposizione e sono utili a definire le modalità del reato, l’ambito cri-
minale e, in ultimo, il suo autore.

      Per quanto attiene alla tempestività degli inserimenti, la legge 128/2001
all’art. 21 prevede che il dato venga registrato nel sistema “senza ritardo” ma,
quello che l’esperienza insegna è come non sia così importante la velocità di ali-
mentazione, quanto la sua precisione nonché il suo futuro aggiornamento, al
fine di definire compiutamente l’informazione che, laddove possibile, a seguito
delle attività di polizia, tornerà estremamente utile nella definizione della feno-
menologia criminale.

      Frequentemente, la necessità di tempo per le indagini, le priorità operative
e i numerosi impegni che spesso condizionano l’attività delle forze di polizia
non consentono sempre un inserimento in tempo reale delle informazioni.

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