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STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI

      Il divario temporale fra il fatto e la sua registrazione varia ovviamente
anche in funzione del tipo di delitto e delle attività connesse: è nullo nel caso
dei più comuni reati denunciati, più elevato quando si rendono necessarie inda-
gini per inquadrare correttamente la vicenda. Quindi l’attività di registrazione
dei dati diventa di fondamentale importanza e più sarà dettagliata maggiormen-
te servirà in un immediato futuro, sia per le indagini in corso, sia per l’analisi
futura dei singoli episodi. Si pensi, a titolo di esempio, ad un reato di estrema
gravità come l’omicidio.

      Nel momento dell’intervento l’unica informazione disponibile sarà quella
delle generalità della vittima e delle modalità del gesto. Nel prosieguo delle atti-
vità di polizia giudiziaria si cominceranno ad acquisire tutte le informazioni
necessarie a circoscrivere, per esempio, l’ambito criminale, che consentirà di
definire se si tratti di criminalità comune oppure organizzata e così via.

      Un altro esempio emblematico, al fine di enfatizzare l’importanza dell’ag-
giornamento e la precisione delle informazioni è quello relativo agli atti intimi-
datori compiuti nei confronti dei pubblici amministratori.

      Infatti, al momento della ricezione di una denuncia, per un ipotetico dan-
neggiamento, nessuno operatore di polizia sarà in grado di determinare se il
reato sia stato dovuto alla particolare natura dell’impiego della vittima o alla
casualità. Solamente il prosieguo delle indagini consentirà di determinare, con
una certa approssimazione, se il gesto sia stato dovuto alla particolare posizione
pubblica del soggetto passivo del reato. Ma perché questa informazione è
importante?

      La banca dati, una volta patrimonio e conoscenza delle sole forze di poli-
zia, è diventata, soprattutto nell’ultimo decennio, che potremmo sinteticamente
definire quello della “rivoluzione informatica”, una conoscenza estesa non solo
all’autorità di governo e alla politica nazionale ma anche al mondo dell’infor-
mazione, universitario e persino del grande pubblico.

      Di fatto, tutti conoscono non solo l’esistenza, ma anche il funzionamento
della banca dati delle forze di polizia e, soprattutto il mondo scientifico e del-
l’informazione, chiede quotidianamente di poter accedere ai dati, in forma
numerica ed anonima, ai fini della redazione di studi ed articoli sulla situazione
criminale del Paese.

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