Page 266 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CarabiniEri DEl 1945 - L’ITaLIa LIbERaTa
in sostanza e, perfettamente in linea con la posizione politica dei governi che si
erano succeduti dalla caduta del fascismo, era necessario mondare l’associazione “dal
servilismo in cui è stata umiliata ed avvilita”. Di conseguenza, dopo una prima riunio-
ne tenutasi il 23 luglio a roma “nella nostra Casa madre” e poi in base al programma
approvato “nella grande assemblea del 30 luglio”, furono emanate disposizioni chiare
sulla posizione che il comitato centrale e le sezioni avrebbero dovuto tenere.
Già il 23 luglio i soci riuniti deliberavano “di stabilire il principio morale di
esclusione da ogni carica […] coloro che ebbero dal fascismo (qualunque siano i
meriti acquisiti dopo averlo rinnegato) gradi, cariche, vantaggi, ricchezze, e - per gli
ufficiali ed impiegati - titoli particolari di speciali benemerenze fasciste segnate
anche nei libretti o fascicoli personali; deliberano invece di stendere sinceramente la
mano a tutti i tesserati fascisti che non si macchiarono e soprattutto a quelli che sep-
pero vivere in povertà” . in questo modo si sarebbe dato vita ad una commissione
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di controllo e a un consiglio di disciplina.
l’assemblea del 30 luglio confermò questa scelta, stabilendo che la commis-
sione di controllo sarebbe stata formata da un partigiano mutilato scelto da una
triade presentata dall’associazione Partigiani d’italia, da un rappresentante scelto
da una triade per i gruppi di mutilati aderenti “ai vari partiti o movimenti politici
riconosciuti” e da due indipendenti di cui uno cieco di guerra. la visione del vertice
associativo, in buona sostanza, era di distinguere il ruolo avuto dai centonovanta-
mila mutilati e invalidi di guerra dalle responsabilità della dittatura . nel testo di
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“indirizzo ai mutilati ed invalidi di guerra (3 settembre 1944)” si sottolineava l’ope-
ra fraterna aperta ad altre vittime della guerra: “il numero oggi viene largamente
aumentato dai soldati della vera italia e soprattutto dal martirio, eroismo, sacrificio
dei Partigiani i cui mutilati fanno già parte della nostra famiglia”.
Così, si avviò anche nel consesso associativo l’epurazione di ogni legame con
il fascismo, e soprattutto, sostenendo l’allontanamento di coloro che si erano com-
promessi apertamente con la dittatura e dalla quale avevano tratto vantaggi .
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Capone, nel suo volume sull’eroe, afferma che “era ignorata e sostanzialmente
censurata la partecipazione a tutti gli eventi bellici successivi la prima guerra mon-
diale, fatta salva la guerra partigiana” . a giudizio di chi scrive, senza disconoscere
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la profonda intransigenza di un uomo che aveva subito vessazioni, privazioni e con-
16 ivi, p. 3.
17 il riferimento è alla prima Guerra mondiale, bollettino anmiG, p. 3.
18 il bollettino è citato anche in F. Capone, Ernesto Cabruna cit., pp. 261-263. l’autore però segnala
l’assenza dei due allegati che in realtà seguono la circolare richiamata.
19 F. Capone, Ernesto Cabruna cit., p. 263.
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