Page 263 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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ERnEsTO CabRUna nELLa ROMa LIbERaTa




                    tuttavia, oltre a un lavoro che ripercorre l’intera vita dell’eroe, appare ancora
               utile approfondire la questione relativa alla sua presenza nella roma dell’occupa-
               zione e quindi della liberazione. Qui si propone qualche considerazione sull’uffi-
               ciale in congedo in quel periodo.

               2.  La presenza di Cabruna nella Roma occupata
                    la tragedia nazionale della proclamazione dell’armistizio tramessa dall’Eiar
               ebbe un impatto anche su coloro che non erano più in servizio. Cabruna, da tempo
               sofferente di cuore, trascorreva alcuni periodi della sua vita da invalido della Prima
               Guerra mondiale, ufficiale in congedo e medaglia d’oro al valor militare ricoverato,
               ora in ospedale, ora in casa di cura, ora ancora in luoghi che potessero rendere la sua
               quotidianità più piacevole. ad esempio tra l’aprile e il luglio 1942, egli era degente
               a roma, presso l’ospedale Fatebenefratelli, sull’isola tiberina .
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                    la tragedia nazionale, si diceva, fu un forte trauma che investì tutti i cittadini
               italiani. nonostante i rischi e le condizioni di salute non certo ottime, lo spirito di
               Cabruna prese il sopravvento; intendeva agire tanto da arrivare a scrivere una lettera
               durissima, datata natale e consegnata a mano il 26 dicembre 1943, nei confronti
               dei membri del Gruppo medaglie d’oro al Valor militare .
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                    il pioniere dell’aviazione attaccò violentemente il comportamento del gruppo
               dirigente dell’associazione accusando questo, ma in realtà tutti i decorati di medaglia
               d’oro al Valor militare, di un comportamento di convenienza tra l’altro e, si potreb-
               be aggiungere, di connivenza con il regime da poco caduto: “se siamo stati degli
               autentici eroi, con maggior ragione siamo oggi dei veri miserabili e i più colpevoli,
               per la nostra viltà, del disonore d’italia. non abbiamo più nessun diritto, c’è rimasto
               solo un dovere: scioglierci, vergognarci e, se qualche cosa delle antiche virtù ci è rima-
               sto, ricominciare - senza nome - proprio, sulla strada di coloro che vent’anni di viltà
               insegnarono a disprezzare e odiare”. la sorveglianza patita da Cabruna, soprattutto
               tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni trenta, rappresentava una testimo-
               nianza adeguata della sua scelta da idealista che non accettava compromessi .
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                    in realtà, lo stesso autore intransigente della missiva precisava, pochi mesi
               dopo la liberazione di roma, che “Pochi giorni prima del natale 1943 la direzione
               dell’ospedale lo avvertì che la Polizia lo aveva rintracciato.


               3 F. Capone, Ernesto Cabruna cit., p.239.
               4 si veda Comando Generale dell’arma dei Carabinieri - Direzione dei beni storici e Documentali
                  (d’ora in poi asaCC), Fondo museo storico (ms), busta 761.
               5 sulla questione asaCC, ms, b. 761, ma anche archivio Centrale dello stato (aCs), ministero
                  degli interni, Direzione Generale di Pubblica sicurezza (mi - DGPs), Divisione polizia politica
                  (1927-1944), ad nomen.

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