Page 311 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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LA fInE DELLA SEcOnDA guErrA MOnDIALE In ITALIA: LA vErA STOrIA DELLA “rESA DEgLI
OTTOcEnTOMILA” E DELL’OpErAzIOnE SunrISE
La decisione degli Stati uniti di accettare come interlocutore uno dei più
importanti membri del più criminale corpo militare della Germania, ex se non pro-
dusse certo ulteriori crimini e violenze, mentre ne evitò ulteriori.
Per amor di verità va evidenziato che gli statunitensi ef ettivamente pagarono
un pedaggio a Karl Wolf : infatti lo stesso, dopo la resa tedesca, venne prima f sica-
mente salvato dagli Alleati ed aiutato a nascondersi poi ebbe trattamento assai favo-
revole nei processi dei vincitori (secondo solo a quello di cui benef ciò Albert Speer,
per motivi simili).
A dimostrazione della cortina di massima segretezza caduta sulla vicenda,
dick Mallaby, diversamente da quanto avvenuto per la sua prima missione, non
ricevette nessuna onorif cenza per la seconda, nonostante la positiva valutazione di
chi ne conobbe tutti i dettagli.
Mallaby negli anni successivi probabilmente si adirò o divertì molto ascoltan-
do o leggendo come la “resa degli ottocentomila” venisse divulgata, ma non ebbe la
possibilità - in ossequio al vincolo di segretezza assoluta e perpetuo che gravava sugli
agenti del Soe - di rivelare alcunché. fortunatamente in lui albergava il desiderio di
lasciare una testimonianza in prima persona degli eventi fondamentali che aveva
vissuto e le sue carte segrete (che la sua famiglia ci ha permesso di compulsare) ne
sono la più emblematica testimonianza.
Mallaby entrò nei ruoli della nAto nel 1953, nei quali rimase inquadrato
sino al 1° aprile del 1981, quando morì prematuramente a Verona.
Al suo funerale partecipò anche un uomo che, dopo qualche mese, sarebbe
passato alla ribalta mondiale: il comandante della base nAto di Verona, James
Lee dozier, che venne liberato a seguito di una operazione speciale degna dei
migliori momenti del Soe.
nonostante gli sforzi di chi scrive e la cortese disponibilità di chi ne permette
la divulgazione, permane - anche nella madrepatria di Mallaby - una sorta di dam-
natio memoriae in merito alle sue due storiche e clamorose missioni.
eppure le imprese di Mallaby hanno costituito persino una delle fonti di ispi-
razione per ian fleming, nella creazione del suo personaggio James Bond: l’agente
007 (erroneamente def nito agente segreto, essendo viceversa un tipico agente spe-
ciale del genere Soe).
in italia un piccolo contributo è stato dato: il 23 settembre 2016, il comune
di Asciano (cittadina toscana nella quale Mallaby visse sino allo scoppio della guer-
ra e dove è sepolto), decise di ricordarlo con una medaglia alla memoria: in tale
occasione, Lindsay Macduf , l’attaché militaire dell’ambasciata britannica a
roma osservò che le imprese di Mallaby meriterebbero di essere divulgate a tutti
attraverso un’intera serie televisiva.
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